IO BEVO COSI, 4° Edizione 21-22 Maggio 2017

 

Con  la  primavera arriva io bevo cosi,  una delle rassegne  che  meglio restituiscono l’idea  di primavera. La location,Villa Sommi Picenardi, ( tempo permettendo ) è tra  le più belle per organizzare  una rassegna mercato sul vino naturale.

 

Gli organizzatori, giovani e molto  ben strutturati , sono Andrea Sala e l’amico Andrea Pesce, ci tengono ad introdurre questa novità : ” Io Bevo Così rappresenta il nuovo trade-union tra l’ Alta ristorazione italiana e il mondo dei vini naturali . Il “filo rosso” che ci lega è la passione per il mondo del vino e della gastronomia. Vorremmo condividerla con tutti voi nella cornice di una struttura suggestiva e ricca di storia.

Appuntamento  imperdibile per apprezzare la conviviale allegria di chi fa  il vino  vero…

Io Bevo Così presso Villa Sommi Picenardi
Via Sommi Picenardi, 8 23887 Olgiate Molgora LC Italia.

http://iobevocosi.it

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Parva sed…”Io Bevo Cosi” a Milano

Per Gustodivino

Parva sed apta nobis,la piccola rassegna milanese ,Io Bevo Cosi, e’ stata un evento decisamente piacevole.Lunedi 19 gennaio l’appuntamento era nello spazio inkitchen per” la piu’ esclusiva e riservata degustazione di vini naturali e di territorio nel cuore di Milano”…cosi recitava l’evento(gratuito!),in una atmosfera elegantemente informale le aspettative sono state centrate. Grandi vignaioli artigiani che in un convivio,raro per spontaneità,si mischiavano agli invitati e degustavano,raccontavano,godevano dei calici.Una brigata capitanata dallo chef  Cristiano Gramegna, dell’Osteria Rosso di Sera ( sempre piu’ ambasciata del vino al naturale),accompagnava questo lungo pomeriggio con piccoli piatti dal grande gusto.La formula del piccolo,scelta da Andrea Sala e Andrea Pesce, dovrebbe essere la prima di una serie di appuntamenti che culmineranno la prossima primavera con la rassegna principale di Io Bevo Cosi( 24,25 maggio Villa Sommi Picenardi).imagePiccola come sembrerebbe piccola la realta’ della produzione artigianale ed al naturale di vino,in entrambi i casi questo aggettivo indica in realtà ( a saper leggere i dati dei consumi) la qualità e crescita esponenziale.In un momento di crisi economica, oserei dire di valori( la terra,la vigna ed il vignaiolo sono valori altissimi) queste eccellenze italiane rappresentano il futuro enologico ed una importante risorsa economica da difendere.I vari movimenti italiani del vino indipendente,artigianale,al naturale,di territorio sono fondamentali,attraverso rassegne come questa,per sostenere il duro lavoro di centinaia di vignaioli…eretici.Il vino “vero” protagonista riflesso negli occhi dei presenti,disegnato nelle parole e bevuto.Ereticamente,come fossi in un cinefestival,ecco il mio un certain regard:Podere Luisa(Montevarchi-AR), il rosato”Ombra di Rosa” 2013  merita per diverse ragioni una menzione.Romina ha voluto fortemente questa versione rose’ di Sangiovese in purezza da vigne vecchie,salasso dopo 18 ore di macerazione,non incontra mai il legno e regala uno strepitoso rosato dal futuro ricco di sorprese.Pronto ma equilibrato, emoziona gli amanti del rosa,fresco,un gran frutto tipico,nota soave tannica,l’armonia e’ il suo biglietto da visita,elegante,jolly in abbinamento.Un rapporto qualita’ prezzo da standing ovation( questo bicchiere ha stupito molti colleghi vignaioli presenti),alla cieca in un gruppo bandoliano farebbe red carpet…un toscanaccio vero.Sauro e Romina di Podere Luisa producono un eccellente chianti tradizionale(2011) che restituisce molto bene il terroir locale senza aggiunta di uva francesca ma con il tradizionale tocco del trebbiano.Tradizione e attenzione al mercato sempre piu’ importante dei rose’.Tenuta l’Armonia(Bernuffi di Montecchio Maggiore-VI) ovvero gli enfants terribles del movimento naturale veneto,Andrea & Andrea firmano un bianco magistrale con il “bianco dell’Armonia”.Garganega e Durella,selezionate tra le migliori (  vendemmia 2014 andra’ tutta nel Pop)uve e vinificate senza nessuna alchimia ma in modo articolato.Macerazione carbonica per circa il 25%,vinificazione tradizionale per il 70%,il restante 5%  si vendemmia tardivamente per far sviluppare la muffa nobile.Il risultato sono tre vinificazioni distinte che non vedono nessun legno,della stessa annata,vendemmiate in momenti diversi e poi assemblate insieme per consegnarci un bianco che traduce uve di territorio tramite tecniche naturali,strizzando l’occhio al sud della Borgogna(Maconnais Beaujolais).imageBianco complesso,persistente,olfattivamente coniuga i profumi della Garganega e Durella di frutto estivo giallo,erba fresca con le note speziate e la carezza di un idrocarburo gia’ avvertibile.Bocca equilibrata, abbastanza morbido,fresco,sapido,di corpo,gia’ in armonia ma con una potenzialita’ di affinamento enorme.Un gran leone veneto.Antonio Ligabue (Capo di Ponte,Valcamonica-BS),una sorta di Godard della vigna,avendo bevuto piu’ volte i suoi vini, molto particolari, mi sento di segnalare il suo lavoro per la sua idea di fare vino artigianale.Uve autoctone e non che esprimono la cartolina di quei terreni attraverso piccole vinificazioni e donano vini unici in cui la tipicita’ del vitigno si mette a servizio del terroir.Cercate il suo”Ble” da Petite Arvine,”Inamara” da uve Ciliegiolo e un clone locale di Marzemino…andate a trovare questo artigiano che rispetta la natura e le uve che lavora.Nel mio calice pomeridiano le conferme di quelli che sono riferimenti ereticamente enoici,Menti,Amerighi, Aso Tom Gallina,Druetto,Ca del Vent,Terpin,i Mandorli,Pacina.