TRONCHES DE VIN , le belle facce del vino

Tradurre da una lingua non propria è un gioco che non sempre porta a segnare  il punto,in questo caso  le facce belle del vino ( tronches de vin, espressione informale scelta dagli autori ) sono quelle dei tanti vignaioli artigiani in giro per  il mondo. Tronches de Vin e il suo numero TdV 2 sono, nella loro semplicità, uno strumento prezioso per l’appassionato consumatore  di vino al naturale , artigianale , eretico ed indipendente.

Due volumi che sono una rassegna, più che una guida, una sequenza non elitaria, sincera di centinaia di produttori vitivinicoli SDF , sans définition fixe, naturali,indipendenti rispettosi dell’ambiente, organici, biodinamici, eretici, artigianisti ( Nossiter ), certamente  non convenzionali o sotto i riflettori dei mass media generalisti. La gran parte  dei produttori presentati è francese, proveniente da  tutte  le zone vitivinicole del paese, nomi noti ed assolutamente indie per l’appassionato bevitore italiano che troverà  interessante ( il mio francese è metaforicamente astemio per non dire nullo ) la lettura in francese di questi due  volumi.

L’idea nasce da un editore ” tronche du vin” , Jean Paul Rocher , purtroppo scomparso prima di veder realizzato questo progetto e vede luce nella casa editoriale Les Éditions de l’Épure. Il progetto non convenzionale di mettere  insieme sei enoblogger  indipendenti, lasciando loro carta bianca, ha prodotto questi due  volumi dove gli autori sono un collettivo, gli artigiani della parola raccontano gli artigiani della vigna. Le prefazioni dei  due volumi sono di Alice Feiring e di Jonathan Nossiter.

Tra gli autori di questi due  volumi desidero segnalare Antonin Iommi-Amunategui, molto attivo enoculturalmente, eretico autore, sempre presso lo stesso editore, di un manifesto contro culturale del vino naturale e promotore di eventi rassegna francesi.

Informazioni

autori : Olivier Grosjean, Eva Robineau, Philippe Rapiteau, Patrick Bottcher, Guillaume Nicolas Brion e Antonin Iommi-Amunategui   http://blogs.rue89.nouvelobs.com/no-wine-is-innocent

Les Éditions de l’Épure allient l’art culinaire, l’art du livre et la littérature depuis 1991. Meilleur éditeur au Gourmand World Cookbook Awards 2008 http://www.epure-editions.com

 

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il vino vivo in scena a Milano. LIVE WINE 2017

Live Wine, Salone Internazionale del Vino Artigianale. Milano 6 marzo 2016.

Il vino artigianale, al naturale, è sempre  più un riferimento per coloro che  cercano e bevono il vino . Il vino è un alimento, se la sua produzione è in armonia  con  la tradizione e l’artigianalità ,non prescindendo da una vinificazione al naturale , sarà vivo.  Viva il Vino  Vivo!

Live Wine è  il salone  del vino vivo e artigianale più importante  di Milano ed  è arrivato alla sua terza edizione, in collaborazione con Vini  di Vignaioli, sta divenendo un appuntamento imperdibile per  gli appassionati e  gli operatori di settore.

Oltre cento produttori da tutta Italia e dall’estero
vengono a far conoscere i loro vini, un salone-mercato rivolto sia al grande pubblico
che ai professionisti in una delle più belle location milanesi, il Palazzo del Ghiaccio in via Piranesi 14.

 

Sabato 18 febbraio
dalle ore 10.00 alle ore 20.00 (chiusura ingresso ore 19.00)

Domenica 19 febbraio
dalle ore 10.00 alle ore 19.00 (chiusura ingresso ore 18.00)
Nel pomeriggio di domenica (dalle ore 14.00 alle ore 18.00) i genitori che verranno con bambini potranno lasciarli nella speciale Area Bambini in compagnia di un’animatrice esperta.
La capienza massima della Area è di 20 bambini contemporaneamente.

BIGLIETTI D’INGRESSO

€ 16,50 singolo giornaliero in prevendita online fino al 5 febberaio 2017
€ 20,00 singolo giornalieroacquistato in fiera
Nel costo del biglietto è incluso il calice di degustazione, il catalogo degli espositori e il diritto a degustare tutti i vini presentati.
Soci AIS
€ 13,50 singolo giornaliero in prevendita online fino al 5 febberaio 2017
€ 16,00 singolo giornaliero acquistato in fiera presentando la tessera associativa AIS
Nel costo del biglietto è incluso il calice di degustazione, il catalogo degli espositori e il diritto a degustare tutti i vini presentati.
Trade-Operatori Horeca
Visitare la sezione dedicata
Informazioni
info@livewine.it

“La Terra Trema” alla doppia cifra. X edizione, Milano il 25, 26 e 27 novembre 2016

Un grande traguardo quello della decima edizione, una fiera enogastronomica  realmente indie, la campagna entra  nella città dell’industria e fa festa.

laterratrema2016_rocco-1“LA TERRA TREMA torna a Milano, per la sua decima edizione al Leoncavallo Spazio Pubblico Autogestito.
Dodici anni sono passati dalla prima edizione, ospitata allora in una cittadina nella provincia agricola a sud di Milano, una manciata di chilometri oggi che allora sembrava un abisso.
Eravamo al Circolone, circolo di contadini e di variegata popolazione. Abbiategrasso tra i due Parchi, la produzione locale, le piccole storie di agricoltura e viticoltura erano narrazioni ancora lontane per tanti. Oggi sono un patrimonio comune, un tesoro aperto a cui attingere.
Eravamo a Milano, Verona, Brescia, Roma, Bologna, Critical Wine superava nel bene e nel male la sua soglia.
Quello che è successo in questi anni è nella vostra e nella nostra memoria, nelle pagine di un sito, carico di narrazioni come asino da soma, è nei vissuti di ognuno, nelle economie di tanti, nella storia di una città come Milano, che ha vissuto anch’essa con noi mutamenti radicali, negli addii e negli arrivederci che si sono susseguiti, nelle strade giuste, nei percorsi abbandonati, in quelli mai mollati.
Stiamo celebrando questo lungo decennio lavorando ad una edizione che sarà festa carica di novità e solida sulle sue certezze.
Stiamo celebrando questo lungo decennio percorrendo le strade di un progetto nuovo, L’Almanacco de La Terra Trema. Un progetto che chiediamo sia sostenuto, seguito, partecipato e vissuto.”

Leoncavallo spazio pubblico autogestito, via Watteau 7, Milano (zona Greco).

La Terra Trema
info@laterratrema.org
http://www.laterratrema.org

 

XV edizione di Vini di Vignaioli , Fornovo di Taro

imageOttobre è da sempre un mese, per i vignaioli, critico sia in positivo che  in negativo. Il ciclo enoico di un intero anno in questi giorni si compie, tempo di  vendemmie e di vinificazioni, tempo di notti in bianco, di attese , di sudore e ci si augura di gioiose aspettative. Ottobre 2016 aprirà anche la stagione delle rassegne che contano e “Fornovo” ( come tutti gli appassionati chiamano Vini di Vignaioli ) negli anni si è senza dubbio conquistata un posto d’onore , un riferimento per chi ama sinceramente il vino vero.

La rassegna è arrivata alla sua XV edizione grazie anche alla passione di Marie Christine Marzani, regista non solitaria di questo evento , una rassegna che è anche mercato. Lo spirito che disegna la due giorni di Fornovo è quello della condivisione, una festa in cui vignaiolo ed appassionato giocano alla pari scambiandosi reciproche emozioni.

Un invito ad andare per conoscere e portare  a casa non solo la bottiglia del cuore ma anche la stretta di mano di chi vive per la nostra passione. Domenica 30 ottobre, all’interno della rassegna, Jonathan Nossiter presenterà il suo libro “Insurrezione culturale” (Derive Approdi 2016), accompagnandolo con la proiezione del suo documentario “Desistenza a Milano, libro che l’Eretico sta finendo di leggere e di cui presto scriverà.

Vini di Vignaioli

 30 e 31 ottobre 2016  Foro 2000, via G. di Vittorio, Fornovo di Taro, Parma

http://www.vinidivignaioli.com/it

 

L’Emilia arancione,orange wines in Val Trebbia e Val d’Arda

l'eretico enoico

L’Emilia spesso è “la rossa” ,tralasciando la politica e le sinuose rosse emiliane(appaiono in sogno dentro un calice di Lambrusco),negli ultimi anni è  sempre piu’ Emilia l’arancione .Un territorio vitivinicolo, quello emiliano,che nulla ha a che vedere con i confini amministrativi condivisi con la Romagna,vini che sempre piu’ spesso rappresentano quanto di meglio gli orange possano esprimere.Orange,riferito al vino,fu usato ufficialmente per la prima volta nel 2004 dal commerciante britannico David Harvey nel tentativo di assegnare un colore ad una categoria di vini(piu’ antica di secoli)che non poteva essere inserita nelle altre tre convenzionalmente identificate.Questa tipologia di vini detta anche,erroneamente,macerati bianchi(non tutti i bianchi che hanno fatto macerazione sulle bucce sono arancioni)esiste dagli albori della vinificazione.Isabelle Legeron(MW)ci suggerisce che osservando i tanti dipinti dei secoli scorsi,in cui appare un calice,il vino è arancione,non per la patina  del tempo sulla tela ma perchè il vino”bianco”spesso era ottenuto da…

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Poggio Concezione, la toscana bianca di Susanna Patalacci

Un angolo di Toscana maremmana , quello del comune di Pitigliano, offre un terroir sostanzialmente incontaminato. L’azienda Poggio Concezione conduce le vigne in biodinamica ed in questo è aiutata da una natura circostante con una flora spontanea, tipica mediterranea, ancora ricca e variegata, all’interno della zona protetta “Alto corso del fiume Fiora”, in uno scrigno naturale, protetto dai boschi circostanti. In questa armonia e con un terreno di origine vulcanica dalla tessitura limo-sabbiosa poggiata su masso di roccia tufacea, nascono i vini di Susanna.

Due bianchi che fanno dell’eleganza, complessa ed armonica, la loro cifra. Brillèro e Serment interpretano in modo adeguato la tipicità delle uve autoctone, ottenute da antiche vigne, infischiandosene delle “francesi” necessarie al conseguimento della doc bianco di Pitigliano.

Entrambi questi due bianchi sono figli dell’acciaio, Serment ( trebbiano toscano 80%, malvasia bianca toscana e vermentino ) già dal colore di un giallo oro intenso a tratti ambrato, si presenta come un thoroughbred bianco, il legno non c’è ma il tempo e una sapiente vinificazione, nel rispetto del frutto, emozionano la vista.
Il vulcano arriva immediato e lascia il posto ad una raffinata nota floreale vegetale, sensazioni di frutta gialla che poi in bocca ritrovano una gran carica minerale ed una freschezza da Loira, sapido e armonico (Susanna sa attendere il suo tempo prima di proporlo al consumatore), persistente e senza ostentare la sua eleganza vi accompagnerà sulla via del ritorno.

Brillèro ( trebbiano toscano 80%, ansonica, verdello e malvasia bianca toscana) non è il fratello minore ma un puledro che corre veloce, fresco e sapido come si conviene a chi nasce dal sole e dal vulcano. Il suo finale è tipicamente ammandorlato e ci svela che correrà per molti anni ancora. Sono due bianchi che non dovrebbero essere ” incontrati” in una rassegna affollata…una coppia alla “The Persuaders”.

Due chiacchiere con Susanna Patalacci :

perché hai deciso di “fare vino”? Ho deciso di fare vino per proseguire la tradizione di mio nonno e perché il primo Brillèro, il 2004, era venuto così buono che ho deciso di continuare.

quante bottiglie mediamente produce la tua azienda e da quante vendemmie firmi tu l’annata ? Poggio Concezione, la piccola azienda di famiglia, produce mediamente 10.000 bottiglie/anno perché si produce solo e unicamente con le uve aziendali coltivate col metodo biologico-biodinamico. Quindi la variabilità è dovuta ai fattori climatici. Poggio Concezione produce integralmente i propri vini dal 2010, anno in cui è entrata in funzione la cantina aziendale.

come descriveresti ad un consumatore non esperto il tuo concetto di ” vino naturale” ? Il vino naturale è un vino prodotto dal frutto di vigne allevate nel rispetto dell’ambiente, e delle persone che vi lavorano. Quindi senza fare uso di concimi chimici né di pesticidi. A Poggio Concezione si usano i preparati biodinamici, il sovescio e, per i trattamenti fitosanitari, solo rame e zolfo di miniera. In cantina la fermentazione è spontanea utilizzando solo i lieviti naturali. Nessun additivo, coadiuvante o filtrante viene usato. Il vino deve trovare col tempo e con l’affinamento il suo equilibrio, la sua stabilità e la sua limpidezza. E’ ormai provato dalla ricerca che l’alcol nei vini così prodotti ha effetti meno importanti sull’organismo umano. Cioè a dire, sempre tenendo presente che si tratta di una bevanda alcolica e che si deve bere con moderazione, che se può bere di più.

entrando nello specifico della vinificazione , la fermentazione alcolica nella produzione dei tuoi vini che tipo di metodo adotta e quali sono le tue idee relativamente al concetto di spontaneità e naturalezza in questa fase ? La fermentazione alcolica, fase tumultuosa, parte spontaneamente quando i lieviti “mangiano” lo zucchero convertendolo in alcol e, allo stesso modo, quando lo zucchero è finito l’acido malico viene convertito in lattico. Questo tipo di fermentazione, tipica dei vini rossi, io la lascio sviluppare anche per i miei vini bianchi che ne acquistano in struttura e predisposizione all’invecchiamento.
quanto e come nelle tue decisioni ,durante la vinificazione ,influisce il supporto delle analisi di laboratorio e quanto il tuo istinto ed artigianalità ? Le analisi sul vino si fanno per verificare quanto zucchero residuo è rimasto e capire se i lieviti stanno lavorando, a quale velocità e quanto ancora dovranno lavorare. Anche solo aprire le finestre può fare la differenza nel procurare sbalzi di temperatura, e stress, ai lieviti. Ma che i lieviti stanno lavorando si sente anche accostando il bicchiere all’orecchio. Se c’è sofferenza nei lieviti si sente dall’odore, e.senza aspettare le analisi, si interviene magari con un travaso o modificando la temperatura ambientale. Senza farsi idee strane: si può usare acqua per bagnare un tino e raffreddarlo, aprire le finestre di notte ecc. ecc.. cose semplici, insomma.
solfiti si, quando e quanto e aggiungerei perché ? I solfiti vanno usati con parsimonia perché il loro accumulo nell’organismo umano è nocivo. Quindi, prima di partire lancia in resta e demonizzare quelli del vino sarebbe opportune verificare quanti sono presenti in tutti gli altri alimenti confezionati. Tenendo presente che, per esempio, nella frutta secca ce n’è un quantitativo dieci volte superiore al massimo consentito per un vino convenzionale.
Detto questo, io ne uso 2 mg/q nel mosto e 2mg/hl nei travasi.

il metodo di affinamento che in questo periodo rappresenta ,nella tua cantina , una nuova sfida? Il metodo di affinamento non è una sfida: è semplicemente necessario per ottenere un vino stabile, limpido, armonico soprattutto con le uve aziendali che necessitano di tempo. Faccio notare che l’utilizzo di vitigni selezionati, lieviti selezionati, chiarifiche e filtrazioni consentono di ottenere un vino pronto in pochi mesi e a costi sicuramente minori.

la tua bottiglia più iconografica, annata e tipologia ?
Io ho due bottiglie cui tengo particolarmente: il Brillèro 2004 perché è stato il primo in assoluto. E il Serment 2010 perché è stata una grande sorpresa con la nuova cantina che ci ha permesso di separare i cru dopo il recupero della vigna del 1975, acquisita nel 2007.

progetti futuri ? Mi piacerebbe fare un censimento ampelografico e la riproduzione massale dei vecchi ceppi ricreando un nuovo vigneto. Ma è un lavoro troppo grosso per Poggio Concezione, si potrebbe fare solo con l’aiuto di un’Istituzione universitaria…riuscire a comunicare veramente e magari offrire qualche strumento identificativo sui vini “naturali”, “etici”, insomma quelli “sani”, fatti bene e con passione! Magari organizzando mini-corsi di avvicinamento al buon vino…

POGGIO CONCEZIONE
S.A. Poggio Concezione Società agricola Biologica a r. l.        info@poggioconcezione.it

S. R. 74 Maremmana Ovest km. 44,045 Località La Fiora-Corano
58017 – Pitigliano (GR)
Telefono: 0564 617001
Telefono cantina: 0564 616953