IO BEVO COSI, 4° Edizione 21-22 Maggio 2017

 

Con  la  primavera arriva io bevo cosi,  una delle rassegne  che  meglio restituiscono l’idea  di primavera. La location,Villa Sommi Picenardi, ( tempo permettendo ) è tra  le più belle per organizzare  una rassegna mercato sul vino naturale.

 

Gli organizzatori, giovani e molto  ben strutturati , sono Andrea Sala e l’amico Andrea Pesce, ci tengono ad introdurre questa novità : ” Io Bevo Così rappresenta il nuovo trade-union tra l’ Alta ristorazione italiana e il mondo dei vini naturali . Il “filo rosso” che ci lega è la passione per il mondo del vino e della gastronomia. Vorremmo condividerla con tutti voi nella cornice di una struttura suggestiva e ricca di storia.

Appuntamento  imperdibile per apprezzare la conviviale allegria di chi fa  il vino  vero…

Io Bevo Così presso Villa Sommi Picenardi
Via Sommi Picenardi, 8 23887 Olgiate Molgora LC Italia.

http://iobevocosi.it

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TRONCHES DE VIN , le belle facce del vino

Tradurre da una lingua non propria è un gioco che non sempre porta a segnare  il punto,in questo caso  le facce belle del vino ( tronches de vin, espressione informale scelta dagli autori ) sono quelle dei tanti vignaioli artigiani in giro per  il mondo. Tronches de Vin e il suo numero TdV 2 sono, nella loro semplicità, uno strumento prezioso per l’appassionato consumatore  di vino al naturale , artigianale , eretico ed indipendente.

Due volumi che sono una rassegna, più che una guida, una sequenza non elitaria, sincera di centinaia di produttori vitivinicoli SDF , sans définition fixe, naturali,indipendenti rispettosi dell’ambiente, organici, biodinamici, eretici, artigianisti ( Nossiter ), certamente  non convenzionali o sotto i riflettori dei mass media generalisti. La gran parte  dei produttori presentati è francese, proveniente da  tutte  le zone vitivinicole del paese, nomi noti ed assolutamente indie per l’appassionato bevitore italiano che troverà  interessante ( il mio francese è metaforicamente astemio per non dire nullo ) la lettura in francese di questi due  volumi.

L’idea nasce da un editore ” tronche du vin” , Jean Paul Rocher , purtroppo scomparso prima di veder realizzato questo progetto e vede luce nella casa editoriale Les Éditions de l’Épure. Il progetto non convenzionale di mettere  insieme sei enoblogger  indipendenti, lasciando loro carta bianca, ha prodotto questi due  volumi dove gli autori sono un collettivo, gli artigiani della parola raccontano gli artigiani della vigna. Le prefazioni dei  due volumi sono di Alice Feiring e di Jonathan Nossiter.

Tra gli autori di questi due  volumi desidero segnalare Antonin Iommi-Amunategui, molto attivo enoculturalmente, eretico autore, sempre presso lo stesso editore, di un manifesto contro culturale del vino naturale e promotore di eventi rassegna francesi.

Informazioni

autori : Olivier Grosjean, Eva Robineau, Philippe Rapiteau, Patrick Bottcher, Guillaume Nicolas Brion e Antonin Iommi-Amunategui   http://blogs.rue89.nouvelobs.com/no-wine-is-innocent

Les Éditions de l’Épure allient l’art culinaire, l’art du livre et la littérature depuis 1991. Meilleur éditeur au Gourmand World Cookbook Awards 2008 http://www.epure-editions.com

 

la biodinamica raccontata ( e gustata ) al Mercato del Suffragio, Milano 17 febbraio


Un occasione imperdibile per  gli appassionati del  vino al naturale ( e non solo ) arriva in città Adriano Zago, diplomato alla scuola di agraria di Padova e poi di Montpellier e come  lui racconta nel suo sito “Negli anni seguenti la curiosità mi ha portato a viaggiare, studiare e lavorare in molti Paesi, dalla Francia, a cui devo molto, all’India, all’Argentina, all’Australia, fino alla Nuova Zelanda, in queste terre ho toccato con mano la forza e l’attualità del metodo dell’agricoltura biodinamica che presto è diventata la mia più grande passione”.
La lista dei vignaioli con  cui Zago ha collaborato è lunghissima (Menti, i Cacicavalli, Foradori, Ampellaia, etc.) tra queste ospite della serata al Mercato del Suffragio sarà l’Azienda Agricola Biodinamica “Al di là del Fiume” di Marzabotto, l’azienda oltre la biodinamica porta avanti il metodo dell’agricoltura sociale e cerca di coniugare il benessere e la spiritualità con il vivere i luoghi della produzione come  una casa universale per il visitatore.
Danila e Gabriele (Al di là del Fiume) racconteranno la loro filosofia di produzione ed i loro prodotti (in prevalenza vino e grani antichi). Il progetto di Danila e Gabriele sarà introdotto da Adriano Zago.

Prodotti in degustazione:
Vini :
– Barbera 2013 Saramat vinificato in acciaio
– Barbera 2015 Dagamò vinificato in anfore di terracotta
– Albana 2015 Fricandò vinificato in anfore di terracotta

I vini saranno accompagnati dal pane di Davide Longoni che, per l’occasione, utilizzerà le farine di Al di là del Fiume. Inoltre vi saranno anche i salumi ed i formaggi del banco Latteria.

Nel corso di tutta la giornata, i vini di Al di là del Fiume saranno in vendita a prezzo scontato, sia in mescita che da asporto.

17 febbraio,  dalle ore 17 – 20

COSTO DELLA SERATA: 15 euro

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
info@mercatodelsuffragio.it o 02.55184461

MERCATO DEL SUFFRAGIO Corso XXII Marzo 20, Milano.

L’analisi sensoriale del riso diventa metodo con Davide Gramegna ed il Centro Studi Assaggiatori

L’Italia è il maggior produttore di riso europeo, con una qualità ai vertici mondiali il nostro riso ha un ruolo importante, oltre che per i consumatori globali, per le numerose realtà professionali che ruotano intorno a questo chicco.

Tesoro nutrizionale, economico e gastronomico , il riso al pari di altri alimenti meritava di essere supportato da un metodo di analisi ufficiale in grado di valorizzarne le peculiarità, le diversità e le caratteristiche delle singole varietà. Davide Gramegna, in collaborazione col Centro Studi Assaggiatori, ha elaborato un metodo di analisi sensoriale unico nel suo genere che persegue un unico obiettivo: promuovere il riso italiano attraverso la conoscenza delle sue varietà e peculiarità, fino all’uso in cucina.

imageIl metodo GD, codificato e protocollato, ha trovato forma nel progetto autentico AcquaVerdeRiso. La squadra di AcquaVerdeRiso inizierà una attività didattico formativa, attraverso corsi unici al mondo ( senza esagerazione ), professionalizzanti per addetti ai lavori ed appassionati, una serie di regole e di punti comprovati: il modulo di acquisizione dei campioni, il vaglio del campione da degustare, la presa degli ambienti dove si cucina e si svolgono le degustazioni, il profilo del campione da degustare, il Panel e il suo Panel Leader, la scheda di degustazione, un software per l’elaborazione dei dati, i report e i grafici. Il protocollo GD è un’opera inedita registrata SIAE.

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Ereticamente vorrei dare voce a questa iniziativa che cerca di fornire ( finalmente ) uno strumento di analisi sensoriale del riso, oltre le nozioni merceologiche, un ponte tra i produttori e coloro che interpretano in cucina o a tavola questo tesoro nazionale. Il primo corso professionalizzante si terrà il  21 e 22 novembre a Borgovercelli (VC), in questa occasione si potranno conseguire le certificazioni di professionista in analisi sensoriale del riso.

  • Davide Gramegna – ristoratore, imprenditore, con diverse specifiche in analisi sensoriale, panel leader, ideatore del Metodo GD. Biella
  • Massimo Biloni – direttore Sa.Pi.Se, Consigliere Assosementi e Rappresentante nazionale delle ditte sementiere riso, imprenditore, agronomo, gourmet, ha contribuito all’ ideazione del Metodo GD. Nibbiola (No)

info@acquaverderiso.it

Contatto diretto per analisi, corsi e certificazioni:

Davide Gramegna – mobile +39 3383158218

Massimo Biloni – mobile +39 3356777245

Acquaverderiso S.r.l. – corso Liberazione 18 – 28041 Arona (NO)

Gli ignoranti illuminati

 

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per GUSTODIVINO

A volte,nel tentativo di spiegare a dei profani un concetto tecnico,ci si imbatte in un colpo di fortuna.Tentare di enunciare una definizione di “buon vino” o di “vino al naturale” può essere una impresa complessa e carica di imperfezioni semantiche.La scienza enologica sicuramente aiuta nel delineare dei concetti ma lo fa con un linguaggio incomprensibile alla maggioranza degli “ignoranti”ed ecco che l’oggetto di questo post entra in scena: Gli ignoranti,vino e libri,diario di una reciproca educazione di Davodeau.Tempo fa acquistai questa graphic novel in inglese ripromettendomi di recensirla,l’uscita della versione italiana(finalmente)mi ha definitivamente confermato l’utilità,oltre che il piacere,di questa forma di lettura.Le belle immagini,frutto dell’arte dell’illustratore Davodeau,sono un supporto essenziale al valore dei testi (autore lo stesso Davodeau)che fanno comunicare i due protagonisti della storia,una fiction novel che assume valore di saggio.Uno scrittore autore,Etienne Davodeau che attraverso le sue opere ha spesso raccontanto il mondo del lavoro e come questo possa influire sulla vita sociale delle persone,incontra un suo amico vignaiolo Richard Leroy che conduce pochi ettari di vigna  in modo biodinamico.Da questo incontro,tra l’ignorante di vigna Etienne e l’ignorante di scrittura creativa Richard,scaturisce la cronaca illustrata di una reciproca educazione.Tra una visita in vigna,una potatura,una degustazione e lettura di fumetti,visite a produttori biodinamici o tipografi,entrambi scopriranno l’importanza del fattore umano e il nostro essere parte di un sistema natura non omologabile a logiche industriali.In modo non banale ma efficace la storia spiega,illustrando,cosa si intende per un vino al naturale.Credo che questo libro risponda molto bene alla domanda,spesso posta dall’amico di turno, sul cosa si intenda per vino vero,di territorio,artigianale,al naturale e lo faccia in modo piacevolmente informale seppur senza l’ausilio di una reale bevuta.La cultura specifica e’ un requisito fondamentale per poter capire alcuni fenomeni come quello della vinificazione al naturale,un neofita appassionato senza chiarezza concettuale rischia di non trovare il nesso tra cio’ che (de)gusta e certe pratiche vitivinicole.Personalmente non amo gli eccessi accademici espressi in trattati asettici,zeppi di dati e formule,mentre trovo fondamentale l’opera di alcuni divulgatori enoici del passato o del presente.Il libro è edito da Porthos,creatura culturale di Sandro Sangiorgi,questa cellula si autodefinisce di resistenza creativa e si occupa in modo indipendente di vino,cibo e appunto di cultura.Il progetto italiano del libro e’ nato tra una sinergia tra Sangiorgi e Sergio Rossi,storico del fumetto,scrittore e direttore di diversi progetti editoriali.Rossi,proprio come l’Eretico,si era innamorato di questo testo tempo fa e quando Sangiorgi( arrivato secondo) lo ha contattato,per i diritti del libro,non ha avuto dubbi sul fatto che un esperto di vino fosse vitale per la versione italiana.imageI curatori dell’edizione italiana ci fanno notare che lo stesso Leroy(il vignaiolo) a pagina 106 si esprime cosi”sembra che gli aggettivi con il prefisso bio siano una rassicurazione per il cliente che compra e beve questi vini senza sapere nulla da dove vengono,come sono fatti,con quale metodo“.Fare cultura ed informare e’ un servizio che molti autori enoici offrono,con mezzi diversi,al consumatore.Sandro Sangiorgi,credo a ragion veduta,possa essere indicato tra i migliori e la sua opera antologica”L’invenzione della gioia“,è un testo fondamentale per chi volesse illuminare la sua innocente ignoranza enoica.

Porthos Edizioni srl-Via Laura Mantegazza, 600,0152 – Roma (RM)

http://www.porthos.it      www.etiennedavodeau.com

la guida sul vino ,eretica e conviviale

Una piccola riflessione sulle guide dei vini,in prossimità di rassegne enologiche importanti,potrebbe tornare utile.Non mi dilungherò ,evitando di annoiarvi ,sul vantaggio o meno di consultare una guida  ( non scroccate sempre dall’amico di turno)arrivando ad acquistarla ma vorrei condividere il mio pensiero relativo all’utilità o meno dell’inserirvi un punteggio di merito.La mia guida ideale(eresia)non dovrebbe contenere punteggi,stellette o coccarde,dovrebbe in qualche modo raccontare i punti di forza o di eventuale debolezza della cantina e del vino che produce.Una guida che premia la qualità, attraverso il racconto breve ,di quella bottiglia e non una sterile anatomia fatta di termini tecnici.Una  guida eretica che  dovrebbe far incuriosire il lettore,stimolare la sua sete in modo non condizionato dal valore registrato da una commissione degustatrice( piu’ o meno super partes),una guida  che si deve  leggere senza subito saltare alle classifiche.Oggi,piu’ che mai,riconoscere la qualità in un vino è una sorta di vinificazione letteraria in cui raccontare la filosofia,il vivere,la terra, la vigna,l’etica di chi ha firmato quella bottiglia.Il vino è intimo ,in qualita’ di alimento,ci attraversa sia fisicamente che spiritualmente   e sapere qualcosa di rilevante su chi lo produce è importante.Le guide sono utili,non ho dubbi,ma avendo la responsabilità,nel bene o nel male,di informare dovrebbero rispondere ad un codice etico certo e non ad esigenze commerciali contigenti.Il punteggio( in tutte le sue  forme) non dovrebbe essere l’elemento centrale di un profilo per un vino,troppi operatori di settore(horeca)non svolgono piu’ ricerca ma si sono impigriti confidando nelle top ten enoiche.In questo modo si rischia di alimentare un circolo ( un calice) vizioso in cui il consumatore/cliente non e’ portato a scoprire,consigliato,al contrario si rassicura nello status quo.Molte delle polemiche sul vino al “naturale” e quello “convenzionale” trovano terreno fertile proprio nel fatto che l’assoluto nel vino non esiste,non esiste tra bottiglie dello stesso vino,stessa annata e figuriamoci in bocche diverse,stati d’animo diversi…risulta chiaro che una classifica è molto relativa se si tratta di vino.Lo stile di chi firma una guida porta un arricchimento e credo sia un grosso errore voler appiattire tutti sullo stesso standard comunicativo o di metodo.Una preparazione culturale sull’argomento ed un linguaggio tecnico comune sono auspicabili per chi intende redigere una guida.Il vino è vivo(dovrebbe esserlo) e come tale un vino oggettivamente perfetto spaventa perchè solo la soggettività contingente lo rende una esperienza idealmente perfetta.Dioniso ,alias Bacco, potrebbe essere perfetto ma non il frutto dell’opera umana,nel vino il vero appassionato cerca ciò che per definizione è incomparabile”cit.Hugh Johnson.Il sommelier di Albanese e’ forse la miglior risposta a chi diventa troppo serio nel citare classifiche all’interno delle guide del vino.Valutare non necessariamente vuol dire attribuire un voto e giova ricordare che prima del 1988 in Italia nessuna guida sui vini attribuiva una votazione.Vini d’Italia edito da Gambero Rosso insieme ad Arcigola(poi Slowfood)diede il via a questa innovazione a cui quasi tutti si sono adeguati. Carlin Petrini si e’ pentito e con la sua guida slow wine dal 2010 ha eliminato i voti.Il mio desiderio e’ quello di segnalare una piccola guida che  e’ un prezioso strumento di conoscenza nell’ambito del vino indipendente,artigianale ed al naturale.Guida al VINO CRITICO, a cura di Officina Enoica è giunta alla sua seconda edizione,in una veste parca ma ricca di contenuti si avvale di autori come Marco Arturi,Dan Lerner,Fabrizio Gallino Enofaber,Alessandro Dettori,Maurizio Gily,Andrea Zanfei and last but not least Livia Grossi.L’Eretico ha acquistato entrambe le edizioni e non si tratta di una segnalazione commerciale ma culturale.Se non potete fare  a meno delle classifiche o comunque desiderate avere uno strumento addizionale, vi bastera’ acquistare il numero in edicola di Civiltà del bere,allega un compendio di  tutte le classifiche delle otto guide italiane ad un costo decisamente minore ,rivista piu allegato 7 euro.

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Sante’

il vino Naturale in ” tournèe “

per GUSTODIVINO

Il mese di Febbraio si e’ appena concluso e con esso e’ quasi terminata la lunga tournèe stagionale del vino al naturale.Le rassegne nazionali sono aumentate di numero e qualita’ .Fare dei bilanci e’ gia’ possibile nonostante andra’ in scena il gran “concertone” con i due festival alternativi piu’ prestigiosi (certamente per numero di edizioni)nel mese di Marzo.Villa Favorita,Vini Veri e il Vinitaly con la sua sezione ViViT chiuderanno la Tournèe.In Italia lo stile di chi commenta,scrivendo da specialista’, raramente mette in evidenza le criticita’ o le stonature dell’oggetto di una recensione.Gli anglosassoni,seppur con i loro difetti,sanno essere piu’ schietti e diretti nel descrivere i pro ed i contro in una recensione.Tutte queste rassegne hanno il pregio comune di contribuire notevolmente a fare cultura del vino vero e indubbiamente sostengono i produttori nel vendere il loro vino ma…non tutte queste rassegne lo fanno nello stesso modo.Nel solco della tradizione italica,cui facevo riferimento sopra, non intendo stilare la lista dei buoni o cattivi,in verita’ i cattivi non ci sono,ma cercare il punto di vista di chi espone i suoi prodotti.I vignaioli sono al tempo stesso attori sul palco e clienti spettatori,molti visitatori,(giustamente)concentrati sul vino, non si pongono questa riflessione.Il vignaiolo in tournèe ha certamente il beneficio di socializzare tra i suoi colleghi,scambiare utilissime informazioni tecniche,proporre il frutto della sua artigianalita’ ma deve spesso sostenere faticose trasferte,pernottamenti costosi, la logistica(un esempio trasportare i vini dalle isole) e la quota associativa alla manifestazione.Sarebbe utile per chi organizza eventi di questa portata ascoltare i “suoi clienti” vignaioli,sulle criticita’.Da buon Eretico non posso mettere tutti sullo stesso piano,confondendo chi offre spazi in grado di rendere confortevole,al vignaiolo, le tante ore e giorni di esposizione con chi mortifica sia l’aspetto vivibilita’ ( servizi igienici su tutti) che commerciale ad esempio impedendo la vendita’ dei prodotti ai visitatori.Senza banalizzare,ritengo che per poter consentire al visitatore di vivere l’esperienza emozionale della degustazione non si possa prescindere dalla possibilita’ da parte del vignaiolo espositore di poter valorizzare il lavoro di un anno.Il mio auspicio e’ che,tra gli organizzatori di  questi eventi,si crei uno standard qualitativo in grado di rivaleggiare con i colleghi francesi,non una omologazione ne una rinuncia all’identita’ della propria manifestazione.I costi e la fatica di chi organizza sono enormi,bisogna quindi evitare semplificazioni ma ritengo che permangano ancora aree di criticita’ efficientabili.Il bilancio di tutte queste rassegne e’ comunque molto positivo ed il futuro e’ , se gestito con saggezza,radioso per il movimento del vino al naturale artigianale italiano.

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Una menzione d’onore ad alcune rassegne che certamente sono esempi positivi per quel futuro:debutto strepitoso di LIVE WINE Milano,contesto che ha permesso di rendere l’esperienza dei presenti proficua,piacevole e fruibile.Staff e organizzatori allo stato dell’arte.VinNatur Genova,una perla come ci si aspetta da un festival d’essai,location e passione degne della sorella maggiore.Vignaioli Naturali a Roma una conferma nella capitale,quasi una posizione monopolistica del naturale a Roma che responsabilizza per il futuro…