Poggio Concezione, la toscana bianca di Susanna Patalacci

Un angolo di Toscana maremmana , quello del comune di Pitigliano, offre un terroir sostanzialmente incontaminato. L’azienda Poggio Concezione conduce le vigne in biodinamica ed in questo è aiutata da una natura circostante con una flora spontanea, tipica mediterranea, ancora ricca e variegata, all’interno della zona protetta “Alto corso del fiume Fiora”, in uno scrigno naturale, protetto dai boschi circostanti. In questa armonia e con un terreno di origine vulcanica dalla tessitura limo-sabbiosa poggiata su masso di roccia tufacea, nascono i vini di Susanna.

Due bianchi che fanno dell’eleganza, complessa ed armonica, la loro cifra. Brillèro e Serment interpretano in modo adeguato la tipicità delle uve autoctone, ottenute da antiche vigne, infischiandosene delle “francesi” necessarie al conseguimento della doc bianco di Pitigliano.

Entrambi questi due bianchi sono figli dell’acciaio, Serment ( trebbiano toscano 80%, malvasia bianca toscana e vermentino ) già dal colore di un giallo oro intenso a tratti ambrato, si presenta come un thoroughbred bianco, il legno non c’è ma il tempo e una sapiente vinificazione, nel rispetto del frutto, emozionano la vista.
Il vulcano arriva immediato e lascia il posto ad una raffinata nota floreale vegetale, sensazioni di frutta gialla che poi in bocca ritrovano una gran carica minerale ed una freschezza da Loira, sapido e armonico (Susanna sa attendere il suo tempo prima di proporlo al consumatore), persistente e senza ostentare la sua eleganza vi accompagnerà sulla via del ritorno.

Brillèro ( trebbiano toscano 80%, ansonica, verdello e malvasia bianca toscana) non è il fratello minore ma un puledro che corre veloce, fresco e sapido come si conviene a chi nasce dal sole e dal vulcano. Il suo finale è tipicamente ammandorlato e ci svela che correrà per molti anni ancora. Sono due bianchi che non dovrebbero essere ” incontrati” in una rassegna affollata…una coppia alla “The Persuaders”.

Due chiacchiere con Susanna Patalacci :

perché hai deciso di “fare vino”? Ho deciso di fare vino per proseguire la tradizione di mio nonno e perché il primo Brillèro, il 2004, era venuto così buono che ho deciso di continuare.

quante bottiglie mediamente produce la tua azienda e da quante vendemmie firmi tu l’annata ? Poggio Concezione, la piccola azienda di famiglia, produce mediamente 10.000 bottiglie/anno perché si produce solo e unicamente con le uve aziendali coltivate col metodo biologico-biodinamico. Quindi la variabilità è dovuta ai fattori climatici. Poggio Concezione produce integralmente i propri vini dal 2010, anno in cui è entrata in funzione la cantina aziendale.

come descriveresti ad un consumatore non esperto il tuo concetto di ” vino naturale” ? Il vino naturale è un vino prodotto dal frutto di vigne allevate nel rispetto dell’ambiente, e delle persone che vi lavorano. Quindi senza fare uso di concimi chimici né di pesticidi. A Poggio Concezione si usano i preparati biodinamici, il sovescio e, per i trattamenti fitosanitari, solo rame e zolfo di miniera. In cantina la fermentazione è spontanea utilizzando solo i lieviti naturali. Nessun additivo, coadiuvante o filtrante viene usato. Il vino deve trovare col tempo e con l’affinamento il suo equilibrio, la sua stabilità e la sua limpidezza. E’ ormai provato dalla ricerca che l’alcol nei vini così prodotti ha effetti meno importanti sull’organismo umano. Cioè a dire, sempre tenendo presente che si tratta di una bevanda alcolica e che si deve bere con moderazione, che se può bere di più.

entrando nello specifico della vinificazione , la fermentazione alcolica nella produzione dei tuoi vini che tipo di metodo adotta e quali sono le tue idee relativamente al concetto di spontaneità e naturalezza in questa fase ? La fermentazione alcolica, fase tumultuosa, parte spontaneamente quando i lieviti “mangiano” lo zucchero convertendolo in alcol e, allo stesso modo, quando lo zucchero è finito l’acido malico viene convertito in lattico. Questo tipo di fermentazione, tipica dei vini rossi, io la lascio sviluppare anche per i miei vini bianchi che ne acquistano in struttura e predisposizione all’invecchiamento.
quanto e come nelle tue decisioni ,durante la vinificazione ,influisce il supporto delle analisi di laboratorio e quanto il tuo istinto ed artigianalità ? Le analisi sul vino si fanno per verificare quanto zucchero residuo è rimasto e capire se i lieviti stanno lavorando, a quale velocità e quanto ancora dovranno lavorare. Anche solo aprire le finestre può fare la differenza nel procurare sbalzi di temperatura, e stress, ai lieviti. Ma che i lieviti stanno lavorando si sente anche accostando il bicchiere all’orecchio. Se c’è sofferenza nei lieviti si sente dall’odore, e.senza aspettare le analisi, si interviene magari con un travaso o modificando la temperatura ambientale. Senza farsi idee strane: si può usare acqua per bagnare un tino e raffreddarlo, aprire le finestre di notte ecc. ecc.. cose semplici, insomma.
solfiti si, quando e quanto e aggiungerei perché ? I solfiti vanno usati con parsimonia perché il loro accumulo nell’organismo umano è nocivo. Quindi, prima di partire lancia in resta e demonizzare quelli del vino sarebbe opportune verificare quanti sono presenti in tutti gli altri alimenti confezionati. Tenendo presente che, per esempio, nella frutta secca ce n’è un quantitativo dieci volte superiore al massimo consentito per un vino convenzionale.
Detto questo, io ne uso 2 mg/q nel mosto e 2mg/hl nei travasi.

il metodo di affinamento che in questo periodo rappresenta ,nella tua cantina , una nuova sfida? Il metodo di affinamento non è una sfida: è semplicemente necessario per ottenere un vino stabile, limpido, armonico soprattutto con le uve aziendali che necessitano di tempo. Faccio notare che l’utilizzo di vitigni selezionati, lieviti selezionati, chiarifiche e filtrazioni consentono di ottenere un vino pronto in pochi mesi e a costi sicuramente minori.

la tua bottiglia più iconografica, annata e tipologia ?
Io ho due bottiglie cui tengo particolarmente: il Brillèro 2004 perché è stato il primo in assoluto. E il Serment 2010 perché è stata una grande sorpresa con la nuova cantina che ci ha permesso di separare i cru dopo il recupero della vigna del 1975, acquisita nel 2007.

progetti futuri ? Mi piacerebbe fare un censimento ampelografico e la riproduzione massale dei vecchi ceppi ricreando un nuovo vigneto. Ma è un lavoro troppo grosso per Poggio Concezione, si potrebbe fare solo con l’aiuto di un’Istituzione universitaria…riuscire a comunicare veramente e magari offrire qualche strumento identificativo sui vini “naturali”, “etici”, insomma quelli “sani”, fatti bene e con passione! Magari organizzando mini-corsi di avvicinamento al buon vino…

POGGIO CONCEZIONE
S.A. Poggio Concezione Società agricola Biologica a r. l.        info@poggioconcezione.it

S. R. 74 Maremmana Ovest km. 44,045 Località La Fiora-Corano
58017 – Pitigliano (GR)
Telefono: 0564 617001
Telefono cantina: 0564 616953

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