Gli ignoranti illuminati

 

image

per GUSTODIVINO

A volte,nel tentativo di spiegare a dei profani un concetto tecnico,ci si imbatte in un colpo di fortuna.Tentare di enunciare una definizione di “buon vino” o di “vino al naturale” può essere una impresa complessa e carica di imperfezioni semantiche.La scienza enologica sicuramente aiuta nel delineare dei concetti ma lo fa con un linguaggio incomprensibile alla maggioranza degli “ignoranti”ed ecco che l’oggetto di questo post entra in scena: Gli ignoranti,vino e libri,diario di una reciproca educazione di Davodeau.Tempo fa acquistai questa graphic novel in inglese ripromettendomi di recensirla,l’uscita della versione italiana(finalmente)mi ha definitivamente confermato l’utilità,oltre che il piacere,di questa forma di lettura.Le belle immagini,frutto dell’arte dell’illustratore Davodeau,sono un supporto essenziale al valore dei testi (autore lo stesso Davodeau)che fanno comunicare i due protagonisti della storia,una fiction novel che assume valore di saggio.Uno scrittore autore,Etienne Davodeau che attraverso le sue opere ha spesso raccontanto il mondo del lavoro e come questo possa influire sulla vita sociale delle persone,incontra un suo amico vignaiolo Richard Leroy che conduce pochi ettari di vigna  in modo biodinamico.Da questo incontro,tra l’ignorante di vigna Etienne e l’ignorante di scrittura creativa Richard,scaturisce la cronaca illustrata di una reciproca educazione.Tra una visita in vigna,una potatura,una degustazione e lettura di fumetti,visite a produttori biodinamici o tipografi,entrambi scopriranno l’importanza del fattore umano e il nostro essere parte di un sistema natura non omologabile a logiche industriali.In modo non banale ma efficace la storia spiega,illustrando,cosa si intende per un vino al naturale.Credo che questo libro risponda molto bene alla domanda,spesso posta dall’amico di turno, sul cosa si intenda per vino vero,di territorio,artigianale,al naturale e lo faccia in modo piacevolmente informale seppur senza l’ausilio di una reale bevuta.La cultura specifica e’ un requisito fondamentale per poter capire alcuni fenomeni come quello della vinificazione al naturale,un neofita appassionato senza chiarezza concettuale rischia di non trovare il nesso tra cio’ che (de)gusta e certe pratiche vitivinicole.Personalmente non amo gli eccessi accademici espressi in trattati asettici,zeppi di dati e formule,mentre trovo fondamentale l’opera di alcuni divulgatori enoici del passato o del presente.Il libro è edito da Porthos,creatura culturale di Sandro Sangiorgi,questa cellula si autodefinisce di resistenza creativa e si occupa in modo indipendente di vino,cibo e appunto di cultura.Il progetto italiano del libro e’ nato tra una sinergia tra Sangiorgi e Sergio Rossi,storico del fumetto,scrittore e direttore di diversi progetti editoriali.Rossi,proprio come l’Eretico,si era innamorato di questo testo tempo fa e quando Sangiorgi( arrivato secondo) lo ha contattato,per i diritti del libro,non ha avuto dubbi sul fatto che un esperto di vino fosse vitale per la versione italiana.imageI curatori dell’edizione italiana ci fanno notare che lo stesso Leroy(il vignaiolo) a pagina 106 si esprime cosi”sembra che gli aggettivi con il prefisso bio siano una rassicurazione per il cliente che compra e beve questi vini senza sapere nulla da dove vengono,come sono fatti,con quale metodo“.Fare cultura ed informare e’ un servizio che molti autori enoici offrono,con mezzi diversi,al consumatore.Sandro Sangiorgi,credo a ragion veduta,possa essere indicato tra i migliori e la sua opera antologica”L’invenzione della gioia“,è un testo fondamentale per chi volesse illuminare la sua innocente ignoranza enoica.

Porthos Edizioni srl-Via Laura Mantegazza, 600,0152 – Roma (RM)

http://www.porthos.it      www.etiennedavodeau.com

Annunci

“Young to Young” II edizione,sessione del lunedi 23 marzo 2015.

Sessione del lunedi per la seconda edizione di YOUNG to YOUNG,il concorso riservato a wine blogger all’interno di Vinitaly.Un tasting vissuto,attraverso le parole di wine blogger chiamati a trasmettere emozioni fisiche, quali quelle che un calice di vino suscita,con il solo ausilio della comunicazione scritta. Nell’informazione enoica, sempre piu’ immediata, il ruolo di nuove forme di media indipendenti è fondamentale.Il mondo dei blog sul vino assume una importanza significativa che YOUNG to YOUNG valorizza con questa iniziativa.Le degustazioni dell’Eretico :

Il Rosè è la magia della bella stagione,è un viaggio nei racconti di J.C.Izzo,è avere negli occhi e nel naso l’ultimo angolo di Mediterraneo lontano dal mare ,il Garda…è tanta seduzione femminile.Chiariamo fin da subito per il lettore , giustamente dedito al bere e non allo studio,che il Rosè non è “mischiare il vino rosso con il bianco”(pratica illegale) ma vinificare una bacca nera sostanzialmente in bianco.Detti anche”vini di una notte” perchè le bucce di queste uve scure saranno a contatto con il loro mosto solo poche ore, giusto il tempo di regalare pigmento,fragranze gustolfattive di frutti rossi e donare un piccolo patrimonio di componenti organolettiche.Il Rosè è Francia,Provenza,Bandol ma ereticamente il mio Rosè italiano è La Moglie Ubriaca Valténesi chiaretto doc dell’azienda La Basia.Il Chiaretto, si ritiene sia stato “codificato” nel 1896,in Moniga del Garda, dal senatore del Regno d’Italia Pompeo Molmenti,forse l’inizio della storia ufficiale del vino rosato italiano.Il Chiaretto di La Basia,ha riscosso molti riconoscimenti negli anni scorsi,vino rosato di ottima struttura, ottenuto unicamente da mosto fiore di uve Groppello, Barbera, Marzemino e Sangiovese, secondo la tipica tradizione territoriale. Caratterizzato da delicati aromi fruttati e floreali, vivace e fresco al gusto, racconta una annata,2014,singolare,difficile e piovosa.Al naso erba umida,sassi( una delle vigne è detta predefitte, fitta di pietre) e piccoli frutti.In bocca più tagliente,l’acidità   è la cifra di questo vino appena imbottigliato ma non a scapito della morbidezza e del frutto, nuovamente erbe ,fiori bianchi e frutti di bosco sul finale che rimane delicato ma disteso,struttura di corpo …anche in questa annata ,per certi versi carica di emozioni e commozione per la famiglia Tincani,saremo tutti ubriachi di allegria insieme a questa Moglie sensuale.

.imageimage

 La famiglia Cobelli è una “botte di idee” sempre in fermento.I Cobelli ,dopo la perdita del papà, hanno continuato a coltivare sulle pendici verdi del Monte Corona, nel cuore del Trentino, tre vitigni autoctoni  come il Gewürztraminer, il Teroldego e la Nosiola ,uno internazionale,lo Chardonnay ed è proprio da queste uve che arriva il vino proposto oggi in degustazione.Terreni ben soleggiati ricchi di argilla e gesso,godono della benefica Ora del Garda ,una brezza termica in grado di aggiungere complessità nella fasi più critiche della maturazione in vigna. Incuranti dei piccoli numeri,”garagiste”che ricercano la massima qualità possibile e la raggiungono con Aldo spumante metodo classico , millesimato pas dosè ,una spumantizzazione classica di Chardonnay in purezza,uve che arrivano dalla tradizionale pergola trentina.In questa bottiglia la famiglia ritienie di aver portato oltre che il terroir anche lo stile personale ricercato.Osservando il calice i riflessi intensi di un giallo paglierino ci portano al cristallino luccichio delle vicine acque gardesane,perlage persistente,fine e numeroso.Al naso si avverte una nota gessosa che arriva direttamente dalla vena sotto la vigna,i profumi rimandano a  quella vallata,fiori,mineralità,note aggrumate e tipicamente fragranti per un metodo classico.In bocca freschezza e sapidita’ perfettamente coniugate,sensazioni agrumate,un cedro dolce non tagliente,un pochino dopo arriva la morbidezza e la delicata nota finale ammandorlata.Il legno( 3/4 passaggio ) in cui affinano i vini base e una sosta sur lie di 48 mesi  ci regalano uno spumante equilibrato,fine e complesso.

imageimage

Giorgio Meletti Cavallari e’ giovane come la sua azienda ( 2002), la DOC Bolgheri(LI)e’ il suo palcoscenico.Si respira il mare molto vicino ma la particolarità dei suoi vigneti è la collina, circa 300 mt,a Bolgheri essendo praticamente unici a quella quota garantiscono sfumature introvabili nei vini di zona.Giorgio è cresciuto fra le vigne del Podere Grattamacco,possiede un bagaglio tecnico e di esperienze che lo hanno portato fin in California a lavorare.Per la sua azienda ha deciso di impiantare vitigni in grado di esprimersi con carattere all’interno della DOC Bolgheri: Cabernet Sauvignon in maggioranza, Merlot, Cabernet Franc e Syrah per le uve a bacca rossa e Vermentino e Viognier per le uve a bacca bianca.Il vino degustato oggi è  Impronte ,un taglio in stile bordolese di uve che in Toscana chiamano Francesca ovvero le francesi Cabernet Sauvignon(70%) e Cabernet Franc.L’annata 2011 si presenta nonostante la giovanissima età ed inizia a sedurci la vista,rosso rubino intenso,riflessi violacei,limpido e consistente.I profumi ci rimandano al Medoc vicino al mare ,complesso,fine,speziato con una frutta rossa già matura,gran personalità al naso seppur in assenza di terziari,i legni sono usati sapientemente.Il palato e la retrolfazione ci parlano bordolese,frutti rossi,speziatura complessa,caldo,secco,abbastanza morbido con una bella freschezza,accenni di sapidità,vino con un patrimonio tannico che assicurerà un gran futuro in evoluzione,persistente.Un angolo bordolese 2.o con l’anima tutta toscana che Giorgio interpreta con eleganza.

image

Un grazie all’organizzazione di YOUNG TO YOUNG ed un arrivederci dall’Eretico Enoico.

“Young to Young” II edizione,prima sessione 22 marzo 2015

Giornata di debutto  per la seconda edizione di YOUNG to YOUNG,il concorso riservato a wine blogger all’interno di Vinitaly, stappa le prime bottiglie.Una degustazione raccontata ,attraverso le parole di wine blogger chiamati a comporre un arcobaleno di emozioni gustolfattive scritte. In una società liquida è  sempre piu’ rilevante,nell’informazione,il ruolo di nuove forme di media indipendenti.Nel mondo del vino il contributo assume una importanza significativa che YOUNG to YOUNG valorizza con questa iniziativa.

image

Le degustazioni dell’Eretico:Podere Còncori .Nella bellezza della Garfagnana(Lucca) nasce il sogno,oggi realtà, di riportare la vigna piu’ alta di Toscana a produrre vino.Gabriele si è evoluto, come i suoi vini,ha cambiato la conduzione(biodinamico dal 2002 e Demeter dal 2007) delle sue vigne,camminando la terra ha introdotto la naturalezza come criterio per assecondare la vita della sua vigna ed esprimere l’essenza di questo terroir unico.I risultati che questo territorio oggi regala hanno richiesto un impegno notevole ,i terrazzamenti presenti portano questa viticoltura  ad essere definita eroica…Gabriele alle sue viti suona il trombone e le viti ascoltano e si fanno ascoltare.

.image

Il vino degustato è il Melograno 2012 da uve Syrah,il nome di questo vino arriva da una piccola riflessione fatta da Gabriele con Veronelli davanti a due  vecchie piante di melograno.Il vino nel calice si presenta di un bel rosso rubino ,delicato quasi un soffio di rubino ,brillante, vivo come ci si aspetta da un vino vivo.I profumi sono fini, uno charme floreale ancora fresco,violette appena sbocciate che si rallegrano di una speziatura non invasiva ma che porta tutta la tipicità del vitigno.L’assaggio è un piccolo viaggio che dalla Toscana fa rotolare le pietre fino al Rodano,meno rovente della Rotiè e con una freschezza che dona bevibilità .Un vino caldo,ben equilibrato con una morbidezza non grassa che si armonizza ad un tannino elegante. Un vino elegante  che può offrire sicuramente maggior complessità nel giro di un paio di anni.Una bella interpretazione della tipicità  dello Syrah ,in grado di far percepire attraverso la vinificazione al naturale tutto il suo patrimonio di partenza . Coup de foudre

Cascina la Barbatella, si trova a Nizza Monferrato,nel territorio dell’alto Monferrato,primo paesaggio vitivinicolo dichiarato,recentemente,patrimonio mondiale Unesco.Vigna prevalentemente pianeggiante,poco più di 3,5 ettari, attraversata dai torrenti Belbo e Nizza.La nuova conduzione dell’azienda intende valorizzare il nuovo corso della Barbera con la tradizione basata sulla tipicità di questo vitigno.Il desiderio è quello di muoversi nel solco tracciatato dall’enologo per  dare vita al vino del Vignaiolo.Il livello della Barbera degustato si preannunciava alto e le aspettative non sono state minimamente disattese.La Barbera e’ nota per la sua capacità di armonizzare una bella acidità che dona freschezza ad un frutto rosso più  o meno maturo.Tannino non muscoloso ed una intensità cromatica peculiare.La Barbera d’Asti 2011 Vigna dell’Angelo emoziona,qui la parola terroir assume forma,i bricchi,le genti,questa Barbera racconta il Monferrato come fosse la parola scritta del suo cantore Davide Lajolo “ se mi riempio il palmo della mano di questa terra,entrando nel vigneto mentre il contadino zappa,la sento palpitare calda come avesse sangue ed anima“da Il merlo di campagna e il merlo di citta’ .Di colore rosso rubino intenso , luminoso, ha profumi di straordinaria eleganza di rosa con una insolita speziatura ed un ricordo di terra fertile ,naso complesso e fine.In bocca ciliegia e fiori rossi maturi,la conferma di una speziatura misurata data dal legno,calda ,abbastanza morbida con una elegante tipica acidità che duetta con un accenno di sapidità.Vino di struttura ,di corpo,equilibrato e con una armonia che potrà solo migliorare nei prossimi anni…la Barbera ė amica del tempo.Una bella interpretazione della tradizione in una chiave modernista con una sfumatura di personalità forte.

San Lorenzo colline Castilenti.La storia della cantina San Lorenzo inizia nel 1890 sulle colline teramane, pedoclima che garantisce le condizioni climatiche ideali per temperatura e ventilazione.Il terreno ha caratteristiche uniche grazie alla conformazione calcareo argillosa e all’abbondanza di falde acquifere.La cantina San Lorenzo e’ la più grande azienda vinicola familiare del teramano con i suoi 150 ettari .Le vigne, sia d’origine autoctona sia internazionale,racchiudono tra i filari tre laghetti di color verde intenso.Il vino degustato ė un Montepulciano d’Abruzzo ,colline Teramane Docg 2009,Escol,il colore e’ il rubino della notte ,intenso,consitente e colora di pigmento gli archetti nel calice.Naso intenso,abbastanza fine , si avverte una nota di liquirizia e frutta rossa matura con la speziatura portata dalle barrique di primo passaggio a strizzare l’occhio al gusto internazionale. In bocca il vino e’ certamente caldo e bilanciato da una morbidezza raggiunta forse precocemente per un Montepulciano D’Abruzzo,questa caratteristica viene confermata da un tannino amico e non muscoloso come nella tradizione di questo vino . Un vino maturo ,in equilibrio che vuole sedurre una platea più’ ampia smussando il suo dna abruzzese.

.image

Cà Pigneto,siamo a Negrar nel cuore della Valpolicella Classica ,350 metri slm in un clima temperato che beneficia ,riparato dai monti Lessini,dell’influsso mediterraneo del lago di Garda,azienda di antiche tradizioni vitivinicole che risalgono al 1600.La passione, le uve autoctone, Corvina e Rondinella, accuratamente coltivate e la zona sono i componenti strutturali di questo Amarone.Nel dialetto locale la parola amaro classificava un vino secco e verra’ per la prima volta ufficializzata la parola Amarone dalla cantina Bolla nel 1953 in occasione di una bottiglia celebrativa.L’Amarone è l’esaltazione dei sensi,voluttuoso,rosso rubino intenso,al naso offre fragranze attraenti in continua evoluzione,si ritrovano in bocca e ricordano amarene,prugne mature,confetture di lamponi,le viole,frutta sotto spirito,speziature con note di cannella…e’ un vino secco che grazie all’abbondante componente alcolica e glicerica ed un estratto di peso seduce con una dolcezza illusoria.I tannini sono ammorbiditi dal bel fruttato espresso.Il vino degustato questa sera è l’Amarone 2007 Cà PignetoAspetto da gran velluto rosso rubino con qualche riflesso di evoluzione,consistente.Il naso ha ,oltre i profumi tipici di frutta rossa matura e marasca sotto spirito,una nota alcolica forse un po’ dominante.Il palato si scalda come davanti ad un camino ipnotizzante,morbido,abbastanza fresco  e con un tannino domato conferma qualche sbilanciamento che non copre il tipico finale amaricante tradizionale ,dono di un appassimento naturale in peagne( plateaux) qui sostituito da una moderna e più sicura camera di appassimento controllata. La passione di questa cantina è tanta ed i risultati non tarderanno ad arrivare.

.image image

Un ringraziamento sentito ai due relatori Paolo Massobrio e Marco Gatti ed una menzione per la raffinata ed efficiente Federica Borasio .

la guida sul vino ,eretica e conviviale

Una piccola riflessione sulle guide dei vini,in prossimità di rassegne enologiche importanti,potrebbe tornare utile.Non mi dilungherò ,evitando di annoiarvi ,sul vantaggio o meno di consultare una guida  ( non scroccate sempre dall’amico di turno)arrivando ad acquistarla ma vorrei condividere il mio pensiero relativo all’utilità o meno dell’inserirvi un punteggio di merito.La mia guida ideale(eresia)non dovrebbe contenere punteggi,stellette o coccarde,dovrebbe in qualche modo raccontare i punti di forza o di eventuale debolezza della cantina e del vino che produce.Una guida che premia la qualità, attraverso il racconto breve ,di quella bottiglia e non una sterile anatomia fatta di termini tecnici.Una  guida eretica che  dovrebbe far incuriosire il lettore,stimolare la sua sete in modo non condizionato dal valore registrato da una commissione degustatrice( piu’ o meno super partes),una guida  che si deve  leggere senza subito saltare alle classifiche.Oggi,piu’ che mai,riconoscere la qualità in un vino è una sorta di vinificazione letteraria in cui raccontare la filosofia,il vivere,la terra, la vigna,l’etica di chi ha firmato quella bottiglia.Il vino è intimo ,in qualita’ di alimento,ci attraversa sia fisicamente che spiritualmente   e sapere qualcosa di rilevante su chi lo produce è importante.Le guide sono utili,non ho dubbi,ma avendo la responsabilità,nel bene o nel male,di informare dovrebbero rispondere ad un codice etico certo e non ad esigenze commerciali contigenti.Il punteggio( in tutte le sue  forme) non dovrebbe essere l’elemento centrale di un profilo per un vino,troppi operatori di settore(horeca)non svolgono piu’ ricerca ma si sono impigriti confidando nelle top ten enoiche.In questo modo si rischia di alimentare un circolo ( un calice) vizioso in cui il consumatore/cliente non e’ portato a scoprire,consigliato,al contrario si rassicura nello status quo.Molte delle polemiche sul vino al “naturale” e quello “convenzionale” trovano terreno fertile proprio nel fatto che l’assoluto nel vino non esiste,non esiste tra bottiglie dello stesso vino,stessa annata e figuriamoci in bocche diverse,stati d’animo diversi…risulta chiaro che una classifica è molto relativa se si tratta di vino.Lo stile di chi firma una guida porta un arricchimento e credo sia un grosso errore voler appiattire tutti sullo stesso standard comunicativo o di metodo.Una preparazione culturale sull’argomento ed un linguaggio tecnico comune sono auspicabili per chi intende redigere una guida.Il vino è vivo(dovrebbe esserlo) e come tale un vino oggettivamente perfetto spaventa perchè solo la soggettività contingente lo rende una esperienza idealmente perfetta.Dioniso ,alias Bacco, potrebbe essere perfetto ma non il frutto dell’opera umana,nel vino il vero appassionato cerca ciò che per definizione è incomparabile”cit.Hugh Johnson.Il sommelier di Albanese e’ forse la miglior risposta a chi diventa troppo serio nel citare classifiche all’interno delle guide del vino.Valutare non necessariamente vuol dire attribuire un voto e giova ricordare che prima del 1988 in Italia nessuna guida sui vini attribuiva una votazione.Vini d’Italia edito da Gambero Rosso insieme ad Arcigola(poi Slowfood)diede il via a questa innovazione a cui quasi tutti si sono adeguati. Carlin Petrini si e’ pentito e con la sua guida slow wine dal 2010 ha eliminato i voti.Il mio desiderio e’ quello di segnalare una piccola guida che  e’ un prezioso strumento di conoscenza nell’ambito del vino indipendente,artigianale ed al naturale.Guida al VINO CRITICO, a cura di Officina Enoica è giunta alla sua seconda edizione,in una veste parca ma ricca di contenuti si avvale di autori come Marco Arturi,Dan Lerner,Fabrizio Gallino Enofaber,Alessandro Dettori,Maurizio Gily,Andrea Zanfei and last but not least Livia Grossi.L’Eretico ha acquistato entrambe le edizioni e non si tratta di una segnalazione commerciale ma culturale.Se non potete fare  a meno delle classifiche o comunque desiderate avere uno strumento addizionale, vi bastera’ acquistare il numero in edicola di Civiltà del bere,allega un compendio di  tutte le classifiche delle otto guide italiane ad un costo decisamente minore ,rivista piu allegato 7 euro.

image

Sante’

my favourite things…Villa Favorita 2015

image

Eccoci,siamo ad una settimana  esatta dall’evento del mondo del vino al naturale,Villa Favorita.Imperdibile rassegna con degustazione dei vini di produttori appartenenti a vinnatur,il meglio della produzione italiana di settore con una folta schiera di produttori europei.                Il contesto e’ unico per l’armonia che trasmette ai visitatori ed ai vignaioli ,una energia che mostra genti e tradizioni diverse attraverso la storia del fare vino vero. Siamo alla XII edizione e credo che l’organizzazione dal sorriso sincero non si smentirà .

Un”must” per gli appassionati ,una festa per i puri di cuore.

manifestazione, con degustazione ed eventi satelliti, sarà aperta dalle 10.00 alle 18.00 dal 21 al 23 marzo.

Il costo del biglietto di entrata è di 20€ al giorno, comprensivi di guida della manifestazione e bicchiere da degustazione.

L’indirizzo completo è Via Favorita 6, 36040 Monticello di Fara (VI)

 

 

a love supreme – “Sospiri”Cà del Vént

        image

Notte fonda,fine cena,di solito si sospira per Venere non per Dioniso ma qualche giorno fa…In compagnia di mastri vignaioli , al termine di un allegro convivio enogastronomico arrivo’ la sorpresa dell’ultima bottiglia.Un finale eretico dopo una sequenza di varie tipologie di bottiglie,un finale che non  ha rispettato la consuetudine.Flavio Faliva,enologo cantiniere di Cà del Vént,come fosse un sassofonista cool, genio e sregolatezza ,a concerto concluso tira fuori un assolo, una bottiglia di Franciacorta Sospiri pas operé riserva 2008.Il pubblico gia’ sulla porta resta in piedi,si lascia rapire da questo calice di puro jazz,un calice che fa sospirare.Difficilmente dopo una cena ed una serie di calici in crescendo ci si affida ad  un metodo classico ma Sospiri ha la personalita’ di un genio jazz,invitante fin dal suo cristallino riflesso ottonato di sassofono,complesso nei profumi ma ancora piu’ complesso quando bacia la bocca,non riesce a dissetare dal desiderio di un altro calice.Persistente,armonico e con una maturita’ che potrebbe evolvere ancora ,qualita’ altissima.In bocca, Sospiri equilibra note morbide ad una freschezza sapida che si fa orchestra tanto e’ complessa con le note sensuali dell’ossidazione.I frutti esotici,la fragranza del pane,nocciole,burro,marzapane,note ossidative che si percepiscono sono il risultato di un approccio naturale applicato a tutti i processi di vinificazione.Un Franciacorta da  uve Chardonnay,raccolte a mano in microzone diverse a secondo dell’annata( Cà del Vént è all’avanguardia per la zonazione dei propri vigneti).imageNel millesimo 2008  le uve per base spumante hanno mostrato un ottimo rapporto zuccheri/acidità ed una grande potenza aromatica, caratteristiche adatte per Franciacorta intensi e profumati. Da segnalare secondo Flavio”tenori di potassio molto alti, che hanno determinato un significativo aumento del pH e un variabile equilibrio gustativo a causa delle precipitazioni saline in affinamento.”Questa cuvée è l’unione di sei vinificazioni distinte,una parte di esse affinata in botti scolme e con una scolmatura diversa per ogni botte,un patrimonio in grado di comporre melodie da Sospiri.Un affinamento sur lies di 64 mesi e alla sboccatura nessun liqueur d’expedition ma colmato con gli stessi vini Franciacorta.

imageUna bottiglia da condividere ascoltando il sax di Coltrane in ” a love supreme” o viaggiando nelle pagine del bel  romanzo ” natura morta con custodia di sax” di Geoff Dyer…se sospiranti ed alticci questo Franciacorta e’ perfetto per “Round Midnight” di Tavernier.Buona caccia ,le bottiglie sono poche centinaia.

Azienda Vinicola Cà del Vént
info@cadelvent.com    Tel.+39.030.2522363
Via Stella, 2
25060 Campiani di Cellatica
Brescia
Italia

il vino Naturale in ” tournèe “

per GUSTODIVINO

Il mese di Febbraio si e’ appena concluso e con esso e’ quasi terminata la lunga tournèe stagionale del vino al naturale.Le rassegne nazionali sono aumentate di numero e qualita’ .Fare dei bilanci e’ gia’ possibile nonostante andra’ in scena il gran “concertone” con i due festival alternativi piu’ prestigiosi (certamente per numero di edizioni)nel mese di Marzo.Villa Favorita,Vini Veri e il Vinitaly con la sua sezione ViViT chiuderanno la Tournèe.In Italia lo stile di chi commenta,scrivendo da specialista’, raramente mette in evidenza le criticita’ o le stonature dell’oggetto di una recensione.Gli anglosassoni,seppur con i loro difetti,sanno essere piu’ schietti e diretti nel descrivere i pro ed i contro in una recensione.Tutte queste rassegne hanno il pregio comune di contribuire notevolmente a fare cultura del vino vero e indubbiamente sostengono i produttori nel vendere il loro vino ma…non tutte queste rassegne lo fanno nello stesso modo.Nel solco della tradizione italica,cui facevo riferimento sopra, non intendo stilare la lista dei buoni o cattivi,in verita’ i cattivi non ci sono,ma cercare il punto di vista di chi espone i suoi prodotti.I vignaioli sono al tempo stesso attori sul palco e clienti spettatori,molti visitatori,(giustamente)concentrati sul vino, non si pongono questa riflessione.Il vignaiolo in tournèe ha certamente il beneficio di socializzare tra i suoi colleghi,scambiare utilissime informazioni tecniche,proporre il frutto della sua artigianalita’ ma deve spesso sostenere faticose trasferte,pernottamenti costosi, la logistica(un esempio trasportare i vini dalle isole) e la quota associativa alla manifestazione.Sarebbe utile per chi organizza eventi di questa portata ascoltare i “suoi clienti” vignaioli,sulle criticita’.Da buon Eretico non posso mettere tutti sullo stesso piano,confondendo chi offre spazi in grado di rendere confortevole,al vignaiolo, le tante ore e giorni di esposizione con chi mortifica sia l’aspetto vivibilita’ ( servizi igienici su tutti) che commerciale ad esempio impedendo la vendita’ dei prodotti ai visitatori.Senza banalizzare,ritengo che per poter consentire al visitatore di vivere l’esperienza emozionale della degustazione non si possa prescindere dalla possibilita’ da parte del vignaiolo espositore di poter valorizzare il lavoro di un anno.Il mio auspicio e’ che,tra gli organizzatori di  questi eventi,si crei uno standard qualitativo in grado di rivaleggiare con i colleghi francesi,non una omologazione ne una rinuncia all’identita’ della propria manifestazione.I costi e la fatica di chi organizza sono enormi,bisogna quindi evitare semplificazioni ma ritengo che permangano ancora aree di criticita’ efficientabili.Il bilancio di tutte queste rassegne e’ comunque molto positivo ed il futuro e’ , se gestito con saggezza,radioso per il movimento del vino al naturale artigianale italiano.

image

Una menzione d’onore ad alcune rassegne che certamente sono esempi positivi per quel futuro:debutto strepitoso di LIVE WINE Milano,contesto che ha permesso di rendere l’esperienza dei presenti proficua,piacevole e fruibile.Staff e organizzatori allo stato dell’arte.VinNatur Genova,una perla come ci si aspetta da un festival d’essai,location e passione degne della sorella maggiore.Vignaioli Naturali a Roma una conferma nella capitale,quasi una posizione monopolistica del naturale a Roma che responsabilizza per il futuro…