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Estate,le bottiglie per le vacanze # 2

La seconda parte  di questa minima vinum offrira’ la mia personale scelta estiva per i bianchi ed i macerati orange, piu semplificata rispetto alla prima parte  e  sempre all’insegna del non ordine.

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In Piemonte,colli tortonesi, il mio bianco e’ l’interpretazione altissima del “deus ex Timorasso” ovvero Walter Massa.L’importanza di questo artigiano del vino moderno e’ notevole, molto si e’ scritto su di lui  quindi evitero’…tra i suoi vini da uve  Timorasso il Montecitorio,senza snobbare il suo punto di partenza Derthona.Da Dogliani arriva Coste di Riavolo langhe doc bianco di San Fereolo,in questo angolo di Piemonte ad  un passo dalla Langa Nicoletta Bocca si esprime con questo bianco da riesling renano e gewurtztraminer,un bianco che asseconda la materia  prima  di  anno in anno prolungando  o  meno le  macerazioni e fermentazioni.Un bianco che si comporta come  un rosso nel suo travaglio,riposa sulle sue  fecce d’Alsazia…nel Monferrato Oso di Tommaso Gallina da uve cortese ,estremo ( vedi articolo ).Ettore Germano con il suo riesling langhe doc Hérzu rappresenta una delle migliori interpretazioni italiane del riesling,date tempo a questa bottiglia o cercatene una con qualche  anno .

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Il riesling ( renano) e’ un mondo a parte ma due citazione le inserisco, due doni alla gioia:il mio riferimento assoluto per poter valutare tutto il resto e’ Zind Humbrecht con il suo riesling Rangen de Thann,Clos Saint Urbain Grand Cru,vino identitario,complesso,assoluto che al naso “detta” l’identikit di un nobile riesling…se cercate “idrocarburo” qui lo trovate -Alsazia  del piccolo e magico Domaine Laurent Bannwarth.In assoluta biodinamica,Stéphane ( conosciuto in inverno ad  una serata milanese insieme ai suoi vini) ci propone la sua interpretazione del riesling in stile Qvevri ( vinificazione Georgiana in anfore ),un vino ambrato,profondamente terrestre,evoca l’argilla,camomilla secca ed  in bocca  persistente,pulito con un tocco  tannico misterioso…solo 400 bottiglie ma cercate i suoi vini di altri vitigni e salirete sulle nuvole.

Saltando di palo in frasca ,Veneto bianco e’ per me Garganega su cui potrei scrivere un romanzo ed allora due amori:

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Giovanni Menti  TUTTO, Stefano Menti mi ha regalato una chiave per il “piacere bianco” ,un piacere che in modo naturale riesce ad accontentare tutte le seti.Dalle rifermentazioni in bottiglia sur lie( frizzante e spumante) alle macerazioni complesse questa cantina e’ in grado di interpretare tutte le potenzialita’ di questa uva ,la Garganega.Riva ArsigliaMonte del Cuca i miei preferiti e non esentatevi dal drogarvi con due sorsi dei suoi complessi passiti.L’antico, quasi monumentale,soave di Gini,riferimento di questo importante vino bianco italiano.La Frosca nella versione meno estrema del soave ,Contrada Salvarenza vecchie vigne soave doc,80 anni di cru veneto che riposa sulle sue  fecce per almeno  9 mesi in pieces da 228lt…solo due nomi come promesso sul veneto bianco ma un occhiolino ad Angiolino Maule.Un tuffo ligure  con l’estrema pulizia elegante del pigato Santa Caterina,pigato e vermentino di Rocche del Gatto. Un nome ancora nascosto quello del Diamante da uve pigato ,fermenta con le sue  bucce ed  affina in botti di legno,dell’azienda agricola La Casetta.Nuotiamo verso Ichnusa isola esoterica come i suoi vitigni piu antichi.La mia Sardegna bianca e’ Dettori,Sedilesu e il suo massiccio Perda Pinta’ dal vitigno autoctono Granazza…

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fine seconda parte

http://www.giovannimenti.com   http://www.giuseppesedilesu.com  www.bannwarth.fr   http://www.sanfereolo.com   http://www.tenutedettori.it

Estate ,le bottiglie per le vacanze .

La pigrizia dello scrittore,in questo periodo dell’anno,e’ arrivata al suo picco ma non va di pari passo con il piacere di condividere un calice di fresco vino insieme ad Eretici vacanzieri …che sia la vacanza di una sera o di una vita.L’estate piu’ di altre stagioni e’ in grado di riprodursi nel vino,Bianchi,Rose’ ed ” Orange” arrichiscono la percezione di una natura viva.

Non voglio annoiarvi con una lunga e pomposa degustazione di vini ma segnalarvi ,come fossero le letture  dell’estate,le bottiglie dell’Eretico in versione bermuda.Scusandomi fin da ora  per le omissioni e  l’ordine ( volutamente) sparso.

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Il Rose’ e’ la magia della bella stagione,e’ un viaggio nei racconti di J.C.Izzo,e’ avere negli occhi e nel naso l’ultimo angolo di Mediterraneo lontano dal mare ,il Garda…e’  tanta seduzione femminile.Chiariamo fin da subito per il lettore , giustamente dedito al bere e non allo studio,che il Rose’ non e’ “mischiare il vino rosso con il bianco”(pratica illegale) ma vinificare una bacca nera sostanzialmente in bianco.Detti anche”vini di una notte” perche’ le bucce di queste uve scure saranno a contatto con il loro mosto solo poche ore, giusto il tempo di regalare pigmento,fragranze gustolfattive di frutti rossi e donare un piccolo patrimonio di componenti organolettiche.Il Rose’ per me e’ Francia,Provenza su tutti ed in Italia mi attengo alla tradizione(al contrario di cio’ che sostiene qualche relatore AIS)del Chiaretto del Garda.A Villa Bertanzi, in Moniga del Garda, in Valtènesi, sulla riva bresciana del lago nel 1896, nelle cantine del palazzo, si ritiene sia stato “codificato” il Chiaretto, dal senatore di Salò, del Regno d’Italia, Pompeo Molmenti…Il mio Rose’ italiano e’ La Moglie Ubriaca Valténesi chiaretto doc dell’azienda La Basia, un vino che nel suo ambito ha riscosso molti  riconoscimenti,vino rosato di ottima struttura, ottenuto unicamente da mosto fiore di uve Groppello, Barbera, Marzemino e Sangiovese, secondo la tipica tradizione territoriale. Caratterizzato da delicati aromi fruttati e floreali, vivace e fresco al gusto, di sorprendente persistenza, in grado di raccontare molto bene l’annata e le sue diverse espressioni.Il cerasuolo d’Abruzzo nella versione Rosato igt di Emidio Pepe ( divinita’ vignaiola per l’Eretico),il Rosato è ottenuto da uve 100% Montepulciano d’Abruzzo vinificate “in bianco”. Il risultato è un vino piacevole, di un rosa ciliegia piuttosto carico, fruttato, morbido e delicato. È un vino dinamico e versatile, che si abbina bene con una vasta gamma di piatti, dalla pizza al brodetto di pesce e al baccalà, perfetto da bere fresco nelle calde sere d’estate.Aria di Sardegna con il Nieddera igt della Valle del Tirso di Contini.La Nieddera E’ un vitigno di antichissime origini, la cui diffusione è limitata alla bassa Valle del fiume Tirso, in particolare al territorio del Comune di Cabras.Un tuffo in Sicilia con Maque’ Rose’ il Perricone 100% vinificato in bianco di Porta del Vento.

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La Francia e’ il paese al mondo che  consuma piu’ Rose’ e come tale e’ in grado di esprimere, a mio avviso,la qualita’ piu’ alta per questa tipologia di vini.La tendenza e’ dividere i Rose’ tra “d’apéritif” e “de gastronomie” ovvero vini freschi,i primi,speziati e  per la soif ,vini che conservano una buona acidita’.Vini piu’ vigorosi,i secondi,strutturati,complessi in grado di affinare bene per qualche anno.Le AOC sono diverse  ma su tutte spiccano Bandol,Tavel,cotes de provence,coteaux d’aix en provence,luberons,sancerres,languedocs e le corse patrimonios.Le mie preferenze vanno alla AOC Bandol ma eccovi  alcune bottiglie che hanno placato la mia sete:La Bastide Blanche Bandol 2012 bella espressione del vitigno mourvèdre,Chateau de Pibarnon Bandol 2013,grande concetrazione di  territorio in questo rose’,speziato,un riferimento…i freschi.L’Anglore Tavel 2012,intenso,aromatico,speziato,equilibrato, un vino del vigneron Eric Pfifferling ,la gioia per gli appassionati del rose’ francese.Chateau Simone Palette 2013,la famiglia Rougier produce forse il miglior vino rosso di questa AOC e il rose’ viene  ottenuto per saignée ( salasso) direttamente dalle uve del rosso ,grenache,mourvedre,cinsault portando intensita’,persistenza,struttura ed un colore carico…vini di struttura in grado di armonizzare i piatti  piu’ complessi della cucina provenzale …

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Una menzione a parte per un rosso che veste bene l’estate ,un semiaromatico laziale,l’Aleatico  cullato dal lago di Bolsena a Gradoli nella sua versione vinificata secca.Il fuoriclasse di Andrea Occhipinti , Alea Viva igt Lazio rosso.Un rosso autoctono che si esprime sui terreni  vulcanici di questo terroir unico.Andrea rispetta la natura e nel percorso della tradizione osa donando una nuova vita a questo interprete locale. Vino dal colore rubino tenue brillante che apre l’olfatto con rosa canina e piccoli frutti rossi ( degustato alla cieca da esperti diventa un rebus perché meno voluttuoso di una lacrima di Morro e più mediterraneo di un Gamay di Morgon),fresco,fine,persistente,vino superbo.Una bottiglia che non affatica, proposta un paio di gradi più fresca che nella stagione fredda, vi mette in tasca il passaporto per un viaggio nella notte stellata estiva. Cercatelo insieme alla versione passita Montemaggiore igt Lazio rosso,Aleatico passito .Un romano o più in generale un laziale troverà in questo passito la gioia delle visciole di fanciullesca memoria e la colonna sonora dei grilli che fanno “cri cri”… Con questo passito e con la sua versione secca l’Eretico Enoico ,grazie al lavoro del maestro Fulvio Rossi della torrefazione Hodeidah ,ha aromatizzato una miscela di otto qualità di caffè arabica con risultati  inaspettati ed unici.Cercate i vini dell’ Occhipinti giusto ,Andrea.

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Fine della prima parte

http://www.occhipintiagricola.it   http://www.labasia.it  www.portadelvento.it