ISOLA,where Bacchus language is spoken

Cantine Isola

Cantine Isola

Isola e’ un film(docupic) girato la dove si parla la lingua di Bacco , un racconto visivo su di un luogo fisico che e’anche la casa di poetiche emozioni.La Cantine Isola di Milano e’ la protagonista assoluta di questa opera svizzera scritta e diretta da Patricia Boillat e Elena Gugliuzza.Gli appassionati milanesi, “eretici” e non ,conoscono bene la sensazione che la famiglia Sarais dal ’91 regala a coloro che  si avvicinano al banco di degustazione della “cantine  Isola dal 1896″.Luca con la sua competenza acquisita negli anni ,anche grazie alla precedente proprietaria “la Milly”,vi indicherà con delicatezza la rotta verso un bicchiere non banale  e vi farà approdare su questa isola,un isola(per una magica coincidenza Isola e’ il cognome dei primi proprietari e dalla Sardegna e Sicilia arriva la famiglia Sarais)nell’isola che non divide ma congiunge la vecchia cultura dell’osteria con il cuore della nuova Milano vestita da Chinatown.Il film e’ etnopoetico  mentre ci racconta Tina che ricongiunge le bottiglie alle parole sotto forma di poesia sotto lo sguardo entusiasta di Ye Liujie e Marco Callegaro.

Tina e Ye

Tina e Ye

Eretici enoici cercate questo film e de-gustatelo comodi con la vostra bottiglia scovata alla Cantine Isola…una ambasciata del vino vero ,del vino non omologato.

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una produzione La Boîte Visual Art 2012

http://www.laboite.ch       Cantine Isola ,via Paolo Sarpi 30  Milano

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Eretici in Costiera, di Domenico Cuomo

Tintore e Fiorduva: le perle della Costiera Amalfitana.

Ci sono dei territori in Italia dove la coltivazione dell’uva è una cosa a dir poco proibitiva. In queste zone, i vitigni, crescono fra le rocce e su terra scoscesa. Discendenti della fatica e della laboriosità dell’uomo, prodotti in zone spesso sconosciute e geograficamente impervie, queste viti trovano la loro casa su minuscoli fazzoletti di terra. Oggi il nettare prodotto in tali condizioni, viene riconosciuto in una più lusinghiera categoria, quella dei vini estremi o eroici.

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I vini estremi italiani, sono definiti in nove aree, che vanno dal Trentino-Alto Adige alla Valle d’Aosta, da Pantelleria alla Valtellina, dalle pendici dell’Etna alle Cinque Terre, fino alla Costiera Amalfitana, che assieme alle altre denominazioni, vanta una miriade di vitigni autoctoni. Carichi di storia e di suggestioni, queste uve rare, strappate all’oblio grazie a piccoli-grandi vignaioli, si contrappongono ai vini fotocopia che imperversano in ogni angolo del mondo. Oltre alla tipicità dei vitigni altrettanto rilevante è sapere che spesso, queste produzioni, non superano le poche migliaia di bottiglie l’anno e che le vendemmie vengono svolte rigorosamente a mano.

Per capire meglio i vini estremi prodotti in Campania siamo chiamati a oltrepassare il muro composto dai ben più rinomati Taurasi, Fiano di Avellino, Greco di tufo e Aglianico del Taburno. Il terroir campano ci mostra come in realtà, dappertutto e non solo in Irpinia, sia possibile produrre degli ottimi vini. Dal Vesuvio ai Campi Flegrei, da Ischia a Roccamonfina fino agli altissimi Monti Lattari, barriera naturale tra due aree molto diverse tra loro e divisorio tra la patria dei famosi d.o.c.g. irpini e gli opulenti d.o.c. costieri.

Vigneti storici di Tintore

Tuttora, le viti vengono piantate sulla macera (i muri verticali di contenimento fra i terrazzamenti) allo scopo di favorire il pieno utilizzo dei terreni sottostanti per le coltivazioni stagionali. Come avviene per il tintore, vitigno centenario che nasce da uve cosiddette minori e, seppur produttivo, risulta non essere ancora iscritto nel registro nazionale delle varietà di viti. Coltivato a piede franco, il tintore, è molto propenso all’invecchiamento, col suo gusto secco, ricco di estratti, con tannini non eccessivamente astringenti e sentori di frutta rossa, ciliegia e more. Per incontrarlo, si deve arrivare a Tramonti, paesino situato tra Ravello e il Valico di Chiunzi.

Grazie all’isolamento imposto dalle montagne che circondano Tramonti, la frutta gode della brezza che spira dal mare e dell’influenza costante dei venti di terra. La natura geologica del terreno va ricercata nella storia eruttiva del Vesuvio che nell’arco dei millenni ha spinto fin qui le sue ceneri, determinando un composto tufaceo, miscela di sabbia e lapilli, ma anche di argilla, che conferisce al terreno un colore rossastro.
La svolta identitaria del tintore avviene solo dopo il Duemila grazie ai giovani. Prisco, figlio di Peppino Apicella, fresco di studi di Enologia decide con il padre di vinificare il tintore in purezza. Due anni dopo nasce una seconda azienda, Reale di Luigi Reale, ricca di viti di tintore su cui il giovane enologo Sebastiano Fortunato decide di puntare. E poi, seguono Monte di Grazia di Alfonso Arpino e Tenuta San Francesco nata dall’incontro tra il medico veterinario Gaetano Bove e le famiglie contadine D’Avino e Giordano.

 

Vigneti terrazzatiLasciando il tintore e scendendo da Ravello sulla strada 163 della Costiera, superata Amalfi in direzione Sorrento, si può risalire verso Furore, dove l’azienda Cuomo con l’ausilio del professor Luigi Moio produce un vino a dir poco strepitoso: il Fiorduva. I tre vitigni autoctoni che compongono il suo bouquet, Ginestra 30%, Fenile 30% e Ripoli 40%, fanno del Fiorduva un vino decisamente equilibrato, dal colore vivace e carico, ben strutturato, con nette note minerarie. La frutta gialla che emerge -albicocca e pesca- contribuisce a collocare questo bianco tra le sorprese più stupefacenti d’Italia.

Domenico Cuomo e’ un “eretico enoico” giornalista, appassionato sommelier.

L’Eretico Enoico ringrazia Mimmo per il contributo


Gino Pedrotti-Nosiola “lifestyle” since 1912

Questa azienda famiglia ha compiuto l’anno scorso 100 anni ,speriamo vivamente possa continuare per altri cento fedele al proprio credo di rispettare le persone e l’ambiente.Da tempo i Pedrotti,vignaioli tradizionali hanno scelto di coltivare biologicamente  credendo nella conservazione del proprio habitat/terroir  e valorizzando ai massimi livelli la Nosiola ed altri autoctoni.Siamo presso il lago di Cavedine(Valle dei Laghi) in Trentino,condizioni fantastiche per questi vini,i vigneti guardano il lago,si lasciano carezzare dall’Ora del Garda che li asciuga contribuendo in modo determinante al corretto appassimento delle uve colpite dalla muffa nobile (Botrytis cinerea).L’ambiente pedoclimatico unico riesce a creare le condizioni per ammuffire nobilmente gli acini e condurli ad un appassimento ventilato una volta raccolti,nasce coniugato al lavoro della Famiglia Pedrotti un vino magnifico ed elegante come il Vino Santo Pedrotti. 

the Pedrottis

Il Vino Santo Trentino e’ un presidio Slow Food e si ricava esclusivamente dal vitigno autoctono Nosiola.I grappoli ben maturi,raccolti tardivamente, sono spargoli(quelli con acini radi) provenienti da vecchi vigneti e sono i soli che consentiranno il lungo appassimento stesi su graticci detti arele.L’azione combinata del tempo(5 o 6 mesi,fino alla settimana santa) e del vento insieme alla muffa nobile provocano un calo dell’80% circa del frutto,significa che da 100 chili di uva fresca si ottengono appena 15,18 litri di mosto di Vino Santo,bisogna  essere  dei veri eretici per questo atto d’amore che non guarda molto al profitto.Il mosto viene poi travasato in piccole botti di rovere dove inizia la fermentazione naturale che,per l’elevatissima presenza di zuccheri,procede molto lentamente.La bottiglia rendera’ questo vino quasi immortale per qualche decennio.Il Vino Santo di Pedrotti e’ un viaggio sensuale ,colore di un  giallo dorato che ha rapito il sole estivo,profumi intensi ,fini che regalano una frutta gialla estiva,secca ed in confettura,i fiori di collina  sono ancora  li,il polline trasformato ora in miele da  operose api dentro il vostro naso…in bocca conferma  tutto ed aggiunge,dolcezza,velluto morbido,la nocciola arriva gia’ scritta nel nome,abbastanza fresco,ha un grande equilibrio,elegante e non finisce mai.Da solo sempre o in compagnia di foie gras,formaggi erborinati…mistico con la scaloppa di fegato grasso d’oca italianissima.Ereticamente andrebbe raccolto dal seno di una amata tanto e’ supremo,tanto e’ santo.

Giuseppe Pedrotti in occasione di ViniVeri e SorgentidelVino ,oltre a trasmetterci l’amore per  quello che fa ,ci ha fatto degustare altri suoi eccellenti vini che ora abitano stabilmente nella cantina dell’Eretico.L’eleganza,l’equilibrio e la complessita della sua Nosiola mi hanno sedotto.Un bianco da buon affinamento,dura nel tempo e dura nella vostra bocca,lieviti indigeni,macerazione sulle bucce donano una naturale difesa antiossidativa,portano in dote profumi, flavour capaci di condurvi ad  occhi  chiusi in quella  vallata,fiori,mineralita’,freschezza,di nuovo morbidezza e quella delicata nocciolata/ammandorlata nota finale…giuseppe pedrotti

Giuseppe  fa  parte  anche dei Dolomitici(un gruppo di 10 vignaioli  amici che lavorano insieme lo stesso vigneto,tra di loro la Foradori)che hanno deciso di conservare e produrre il Ciso ovvero Narciso,il nome del contadino che ha loro regalato la vigna di Lambrusco a foglia frastagliata ( destinato all’estinzione)da coltivare tutti insieme.E’ alla memoria del Ciso che hanno dedicato questo vino,simbolo di una sapienza contadina che sapeva mettersi in ascolto con la terra e promuoveva la biodiversita’ coltivando nei filari ,mais,tabacco,frumento,zucche,fagioli.Il Ciso, ha consegnato intatto,dopo oltre 100 anni,un vigneto che preserva questa varieta’ antica legata al territorio trentino,piantato ad inizio Novecento e’ composto da 727 ceppi di Lambrusco a foglia frastagliata( detto anche Zicolada o ‘mbrosca) franchi di piede.Eresia Enoica  da 3000 bottiglie e 150 magnum…cercatelo e’ una atto d’amore che noi abbiamo  fatto.Il concetto iniziale di Famiglia ora si confonde in Amicizia tra questi “vigneron famiglia allargata”, visitando il  sito  leggere il loro manifesto eretico emoziona.

http://www.ginopedrotti.it/

http://www.idolomitici.com/

Le vin au naturel…vino nudo, il rinascimento enoico

L’illuminante incontro con le  letture   di  un   grande  eretico  del  vino  francese , Francois Morel ( per anni   direttore  della  rivista Le Rouge et le Blanc, una  delle  migliori  pubblicazioni  dedicate  al  vino indipendente”eretico”) ci  ha  aiutato  a  definire  meglio     che  vuol dire  vino naturale semplicemente  grazie  ad una sfumatura della  lingua  francese.

Francois Morel

La  controversia,  piu’ che  mai  fonte di scontri dialettici , e’ aperta sin dagli anni  settanta  e  non come si  e’ portati   erroneamente a credere  dalla  recente  “moda”  di  definire  il vino  naturale ….correvano  gli anni   sessanta   ,la  chimica , l’uso  di  potenti pesticidi nella  vitivinicoltura  imperversavano   a  tal  punto   da   ispirare  un espressione divenuta  cliche’  ” c’e’  piu’ vita  nel  Sahara che  nelle  vigne  di Francia” ,lieviti industriali come  il 71B  erano  le  star  incontrastate in grado di estrapolare aromi di  banana ed altri  frutti esotici( alla  faccia  del  terroir).Il ” nuovo  naturale” ( esistono  eretici  che  hanno sempre  usato  metodi sia  in vigna  che  in cantina non artificiosi o chimici), quasi  certamente , come  movimento  di   vitivinicoltori nasce  in Francia  nei  settanta   in una  regione  enologicamente martoriata, il Beaujolais che  fece  perdere  del tutto  la  reputazione  ad  un vitigno  come  il Gamay  ma battezzo’  la renaissance enoica.Nel 1978  Marcel Lapierre, un giovane  produttore di  Morgon, davanti al fatto che  non  riusciva  a  bere   i propri  vini provo’  a  vinificare   senza  usare  lo zolfo . Lapierre  aveva  saputo  che  un  luminare e  produttore di  vino  moderno,Jules Chauvet, non usava  quel tipo  di sostanza   e  decise  di incontrarlo. Quella  collaborazione  a  tre  ovvero tra Lapierre  , Chauvet  ed  il suo giovane assistente  studente Jacques Neauport  cambiera’ l’approccio alla  viticultura ed  al modo  di  trasformare  l’uva  in vino   dopo  anni  di  artifici  tecnici  e sofisticazioni.

Marcel Lapierre

Tornando  a  Morel  ed  alla  risposta   che  diede  alla  domanda  tormentone su cosa   fosse  il vino  naturale ” Per  me  il vino naturale  e’  quello  privo  di  artifici.Veda  ecco  perche’ il mio  libro  si  intitola Le vin au naturel  e  non   Vin naturel  .”in una  semplice  finezza   francese   c’e’   l’essenza  di un concetto  ovvero   non vino  naturale  ma   il  VINO  AL  NATURALE .Un vino   che  offre  la  sua  versione  piu’ autentica  senza  invitare  estranei  nel suo  bicchiere  ,un vino   che   non vuole  indossare  abiti  di scena   e  che  si  limita  al massimo  a prendere   le sfumature  del  legno che  lo  protegge….un vino  che  presto sentiremo definire  dagli amici  di oltreoceano  un VINO  NUDO.

-fonte  essenziale  per  queste  note  e’  Alice Feiring , presto   L’Eretico  fara’ una  recensione  del suo  libro,grazie.

http://www.marcel-lapierre.com/#/vin_naturel

http://www.alicefeiring.com/

Veronelli’s organic balance – da Vini d’Italia 1961

..” si  e’ affermato  che  il vino , e sopratutto un grande  vino,e’ una specie  di buona  sorte.Non si  puo’ negare  che  vi sia  un fondo  di  verita’: il vino e’ la  risultante d’una  serie  di coincidenze non solo  fortuite ma  neppure  matematiche. Alla  sua  nascita  concorrono:

la  scelta  di  uno  o piu’ vitigni e  il loro  equilibrio biologico,condizionato nell’uno e  nell’altro  caso, da  un seguito di congetture  meteorologiche;

il terreno,per  la  presenza  o assenza di determinate  rare  sostanze e per  il suo comportamento alla  pioggia  e  alla  siccita’;

il  clima, con le  sue  componenti,tra  cui ha particolare  importanza la quantita’ di sole che  la  vigna  ha  potuto tesaurizzare;

infine l’uomo che  ne  condiziona la  riuscita  con  ogni atto, dalla  coltivazione del  vigneto alla  cosi detta  vinificazione…..

Luigi Veronelli 1961

Film Enoici -immagini di vino

Per gli amanti del vino Un esperienza visivoemozionale assolutamente da degustare.
Il nostro desiderio e’ trasmettervi l’ amore rappresentato da alcune opere cinematografiche dedicate ,con stile diversi,all’ universo vino.
Un percorso di racconti visivi attraverso il protagonista assoluto,il vino, e alcuni dei suoi leggendari interpreti.

RUPI DEL VINO di Ermanno Olmi 2009

Il regista pluripremiato( leone d ‘oro alla carriera 2007 e palma d’ oro a Cannes 1978 – l albero degli zoccoli) dedica un atto d amore al mondo del vino con il suo stile poetico,preciso e realistico.

locandinaAttraverso una fotografia struggente ci porta, mostrandoci le valli valtellinesi ,a vivere l’ esperienza  della viticoltura eroica e dei suoi prodotti.Il film illustra l arcaico duro lavoro nelle vigne terrazzate e la cultura della vinificazione radicata attraverso le generazioni  della comunità valtellinese.rupi
Da non perdere nei contenuti extra  l’ intervista al maestro che racconta il ruolo sociale del vino nella Milano anni 60/70 .

MONDOVINO di J. Nossiter  2004

Un film girato in diverse nazioni ,in Italia nel regno dei supertuscans e per contrasto a Bosa in Sardegna,che racconta il mondo globalizzato dei grandi gruppi produttori di vino e l ‘ influenza di enologi e critici del calibro di Robert Parker.Attraverso questo film inchiesta,dal ritmo moderno,si mostra l’ aspetto della nuova enologia mondiale sempre più in antagonismo con il mondo dei piccoli produttori.Un’ opera di successo che favorisce la riflessione  pro innovazione o pro tradizione  nella produzione del vino .

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LANGHE DOC – storie di eretici nell’Italia dei capannoni  di Paolo Casalis
Opera  che ha suscitato entusiasmo in decine di festival  con una intensa introduzione del giornalista scrittore  piemontese docg Giorgio Bocca.
Siamo nel sancta sanctorum della vitivinicultura italiana , le Langhe da sempre regno della tradizione enoica italiana.Tre storie ,piccole sfide dove è possibile scorgere una dimensione tradizionale antagonista alla velocità della modernità che spesso contrasta  con la lentezza propria del vivere in vigna.Sfide ancora aperte e non ancora del tutte vinte.La figlia  della leggenda Bartolo Mascarello,patriarca del Barolo e strenuo difensore del vino tradizionale,ci illustra che è’possibile non piegarsi alle mode.
Le Langhe sono solamente il palcoscenico locale di fenomeni globali.

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IL  RE DEL MOSTO – ovvero  l’uomo che  invento’  la Barbera   e   SENZA  TRUCCO       – le donne del  vino  naturale  di Giulia Graglia.

Due  opere  assolutamente  da  degustare  con gli occhi  ed  il cuore . Giulia,laureata in Storia del Cinema e diplomata in Regia presso la Nuova Università del Cinema e della Televisione a Roma, diventata sommelier  AIS nel 2008, ha deciso di dedicarsi a tempo pieno al mondo dell’enogastronomia.Il  primo  film  ,rimontato e riprodotto di  recente, fu  girato  nel 2003  e  racconta   il mondo  di Giacomo Bologna ovvero  l’uomo che ” re-invento’ la  Barbera”.Il re del mondo ricorda la storia di questo personaggio sempre allegro, di Rocchetta Tanaro, simbolo di attaccamento al territorio, di voglia di fare, di convivialità, un eretico enoico. E lo fa attraverso alcune testimonianze, raccolte nel corso degli anni,tra le altre quella  di Gino Veronelli, di Gianni Rivera e quella del troppo presto dimenticato Bruno Lauzi.
“Bologna o lo inquadri nel paradosso o non puoi neanche nominarlo: fu uomo di straordinari appetiti, ma anche di straordinaria curiosità. Giacomo era la quieta follia. I piemontesi sono pazzi, sono brasiliani con la nebbia dentro“.

 

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Senza Trucco  del 2011  e’  l’opera  piu’  conosciuta  e  forse  la  piu’  “ampia”  da  degustare  visivamente.Protagoniste  sono  quattro  vignaiole del naturale ,Elisabetta Foradori,Nicoletta  Bocca,Dora Forsoni e l’enfant prodige  Arianna Occhipinti.
 Quattro eretiche enoiche  raccontano la propria vita e il proprio lavoro di madri, contadine e imprenditrici, ognuna ripresa in una stagione diversa e in un differente periodo dei lavori annuali in vigna o in cantina.Un  inno  alla cultura del  Vero Vino che  le  immagini di  Giulia sanno  raccontare   con le  parole  di  queste  quattro  protagoniste.

Questi  film  sono  stati in  parte  autoprodotti  con  sottoscrizioni   tramite   i  blog   dedicati da  Giulia  alle  sue  opere….e  questo   ci  piace  molto.

ilredelmosto.wordpress.com    senzatrucco.wordpress.com

Piccolo bacco dei Quaroni-Pinot Nero

Qualche settimana  fa l’Eretico   e’  salito  alla  frazione  di Costa Monfedele a Montu’ Beccaria ( Oltrepo’  Pavese ,siamo  nel  cuore delle  DOC Buttafuoco e Sangue di Giuda) per  incontrare i  vini della  famiglia Cavalli .Mario e Laura decisero anni  fa  di  trasferirsi  da  Milano su queste  colline morbide ,aderendo  alla federazione Italiana vignaioli indipendenti ,producono  dei  vini  eleganti con  un  buon rapporto  qualita’-prezzo.Le  vigne   sono diverse ,  vengono  coltivate   in modo  da  ottimizzare  il vitigno  senza   nessun  tipo   di  intervento  chimico  o invasivo (  a  breve   la  cantina  avra’   le  certificazioni  utili  per  l’esportazione ma  a  Noi  piace   credere   nello  sguardo di chi  ci  stappa  la sua   bottiglia)  e  rispondono  alle  diverse  esigenze  pedoclimatiche  dei  vitigni   impiantati.

.IMG_0622La bottiglia   che  abbiamo deciso  di  raccontarvi   brevemente , tra  le  tante   prodotte  da  questa  cantina, e’ il PINOT  NERO proveniente  dal  vigneto  “La Flocca” in parte  di  eta’  superiore  ai  40  anni  ed   in parte  da  impianti  piu’ recenti.Il biotipo  di  Pinot  nero ( per  produrre  rossi   differente  dal  clone  papa’  dei  metodo classico  dell’Oltrepo’  pavese) fu importato direttamente  dalla  Francia ed  allevato  con una  densita’  di  4000 ceppi  per  ettaro ,inerbimento naturale  permanente e concimazioni  organiche  contenute.La  resa in vigna  e’ contenuta ,frutto  anche  di un diradamento dei  grappoli,  il lavoro   in cantina  attento , delicato  fin  dalla pigiadiraspatura, al  fine  di  trasportare   nel  bicchiere   la  storia   della  vendemmia …..questo vino  ha  i   suoi lieviti  che   raccontano profumi eleganti ed incontra   il legno  solo   durante  la  fermentazione  in grossi  tini di  rovere  ….   meglio   berlo  per  capirlo  invece di tante  chiacchiere,l’Eretico  ha  sete.

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Il  colore  e’  delicatamente   rubino ,trasparente e  vivace (  ultima  annata),abbastanza  consistente.Al  naso ha  una   buona  intensita’ ed  e’  abbastanza  complesso ,elegante  si apre  con un delicato  floreale regalando  poi  una   bella frutta  matura ,ciliege ,lamponi e piccoli  frutti  di bosco .

 

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Al  gusto  e’ un bicchiere  caldo  abbastanza  morbido ,equilibrato ,buona freschezza, tannino delicato ,sapido.Un  bicchiere armonico pronto e decisamente  elegante.Sensazioni  tutte riconfermate  tre  giorni fa in occasione  della “Sorgente del Vino” a  Piacenza  dove  la degustazione  ,tra  decine  di ottimi  prodotti, si e’ “fatta   ricordare”.

L’Eretico   ha  apprezzato  anche  gli altri   prodotti  della  cantina : Buttafuoco,un fragrante   Cruase’ -Pinot Nero Rose’ DOCG ed  un  interessante Riesling ( renano).IMG_0628

Presto  torneremo   per  gustare   questi vini  nel modo   migliore  ovvero  seduti  a  tavola nella  ” cucina del Piccolo Bacco”.

http://www.piccolobaccodeiquaroni.it